PNRR, APPALTI E COMMISSARI: LA VIA EMERGENZIALE INTRAPRESA DAL GOVERNO

Se l’imperativo è impiegare in maniera rapida ed efficace i fondi del piano Next Generation EU, rispettando scadenze inderogabili, il pericolo è che quest’opportunità finisca per smarrirsi nel consueto labirinto burocratico: come è accaduto al codice degli appalti, che risale al 2016 ma il cui regolamento è ancora in attesa di approvazione. Il rischio concreto è che ritardi decisionali facciano tornare al mittente i fondi allocati nel Pnrr.
Per questo il Governo è corso ai ripari preventivamente, con accorgimenti legali che consentano di snellire le procedure degli appalti e vincere eventuali resistenze: da un lato con gli articoli 12 e 13 del Decreto Semplificazioni, che facilita la messa in mora degli enti inadempienti ricorrendo alla misura estrema del commissariamento; dall’altro rispolverando, nel ddl delega, il regio decreto 1054 del 1924, che consente di accentrare la potestà propositiva nel Consiglio di Stato (saltando così la fase consultiva) nel Ministero delle Infrastrutture e nello stesso Presidente del Consiglio.


















