ESG, LA DISTANZA FRA TEORIA E PRATICA – COSA INSEGNANO I DATI SULLE POLITICHE VERDI

Dopo l’iniziale ondata di ottimismo per l’adozione delle politiche ESG (Environmental, Social and Governance), è tempo di fare i conti con alcuni dati concreti non incoraggianti.
Nel settore della mobilità elettrica, ad esempio, bisogna tener presente che le materie prime per le batterie vengono estratte per lo più in nazioni non propriamente rispettose dei diritti umani; o che in Germania, patria dell’auto, più di metà dell’elettricità proviene da combustibili fossili.

Ancor più grave è la questione relativa all’utilizzo di risorse alimentari per incrementare biodisel e bioetanolo. Ciò comporta uno skyrocketing del prezzo di quelle risorse, a cominciare dai cereali, e successivamente di carne e latte che derivano da animali che di cereali si nutrono, con ricadute sulla popolazione mondiale più povera. Per non parlare di certificati come il Renewable Energy Certificate e l’European Union Allowance, che possono essere trattati come titoli e abbinati a future alimentari, comportando il rischio di una speculazione.

Nella rubrica “Considerazioni Inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino avanza il timore che a fronte di questi dati insormontabili si possa verificare un “greenwashing”, un tentativo di spacciare per ecologico ciò che non necessariamente lo è.
Prendendo spunto da un intervento del Presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, argomenta che la scelta di progresso verde è doverosa ma va condotta in modo graduale e responsabile.

“Ben vengano gli appelli, reclamistici ma onesti, di grandi aziende che invitano a quei piccoli gesti quotidiani capaci di ridurre gli inutili sprechi e le stoltezze dell’inquinare stupido e gratuito”, scrive l’Avv. Girino. “La finanza di settore dovrebbe saper giocare la carta della lealtà intellettuale e girare la chiave del suo successo. Non si può fare a meno di considerare la complessità dei fattori: benefici e costi dell’investimento verde, danni collaterali di azioni precipitose, conseguenze realistiche di scelte accelerate, risultato netto di effettiva sostenibilità sociale. È inutile creare un mondo più respirabile per chi non possa più respirare. Per gestori e fondi è tempo di cambiare regolamenti e politiche di scelta”.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile cliccando qui.

Al tema dell’ESG l’Avv. Girino aveva dedicato una puntata della medesima rubrica, intitolata ESG e transition bond: non tutto è verde ciò che dice di esserlo, disponibile a questo link; così come l’argomento era stato trattato dall’Avv. Roberto Pavia, sempre su Milano Finanza ma nella rubrica “Ferri del mestiere”, con l’articolo Il marchio ESG: un obbligo per attrarre investimenti.

Sul nostro sito è inoltre possibile consultare l’intera raccolta della rubrica “Considerazioni inattuali” dal 2009 a oggi.

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.