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REGOLARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UN CONVEGNO SU UNA NECESSITÀ INDIFFERIBILE

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Intervenendo sul Corriere della Sera, il Fondatore dello Studio, Prof. Gustavo Ghidini, richiama l’attenzione sul rischio che la riforma finisca per minare la fiducia nei cittadini nel valore della Giustizia in quanto servizio pubblico.

“Un unico ed unitario interesse generale”: è questa la priorità da salvaguardare che viene indicata dal Prof. Gustavo Ghidini come faro da seguire nella riforma della giustizia. Di fronte alla prospettiva della separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri – contro cui si è recentemente espressa una lettera aperta firmata da oltre trecento giuristi – il Fondatore del nostro Studio raccomanda di tenere sempre presente che alla Giustizia è affidato un valore di servizio pubblico che non deve essere messo in discussione nel comune sentire dei cittadini.

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SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: LE RAGIONI DI UN NO

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Intervenendo sul Corriere della Sera, il Fondatore dello Studio, Prof. Gustavo Ghidini, richiama l’attenzione sul rischio che la riforma finisca per minare la fiducia nei cittadini nel valore della Giustizia in quanto servizio pubblico.

“Un unico ed unitario interesse generale”: è questa la priorità da salvaguardare che viene indicata dal Prof. Gustavo Ghidini come faro da seguire nella riforma della giustizia. Di fronte alla prospettiva della separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri – contro cui si è recentemente espressa una lettera aperta firmata da oltre trecento giuristi – il Fondatore del nostro Studio raccomanda di tenere sempre presente che alla Giustizia è affidato un valore di servizio pubblico che non deve essere messo in discussione nel comune sentire dei cittadini.

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FRONTEGGIARE L’INFLAZIONE: TRE LINEE D’AZIONE CONTRO L’AUMENTO DEI TASSI

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Una banca centrale che taglia l’inflazione aumentando i tassi e, di fatto, provocando una recessione e nel contempo rileva con allarme i crolli della richiesta di prestiti da parte delle imprese. Sembra la trama di un thriller finanziario distopico, ma invece è quello che è successo a fine luglio: quando la Bce ha alzato al 4,25% i tassi dei rifinanziamenti principali, al 4,5% quelli sui rifinanziamenti marginali e al 3,75% quelli sui depositi (per poi rialzarli a metà settembre). Testimonianza dell’insufficienza degli strumenti di politica monetaria tradizionale per disinnescare un’inflazione dovuta ai fattori macroeconomici e geopolitici di natura straordinaria che ci stanno funestando da qualche anno a questa parte. Nel frattempo però gli esiti degli stress di luglio restituiscono la fotografia di un sistema bancario solido: banche e solide e imprese in crisi, con un credit crunch che avanza. Quanto durerà?

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PROPRIETÀ INTELLETTUALE E INNOVAZIONE DIGITALE: È TEMPO DI CAMBIARE LE REGOLE

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Con un saggio pubblicato sulla rivista “Giurisprudenza commerciale”, il Prof. Gustavo Ghidini, fondatore del nostro Studio, analizza gli attuali attriti giuridici fra il progresso dell’intelligenza artificiale e il diritto in materia di brevetti, proponendo soluzioni di riforma fondate sui principii basilari dell’antitrust.

Ogni discussione riguardante il rapporto tra proprietà intellettuale e innovazione digitale deve partire da un assunto molto semplice: gli algoritmi e la AI sono dei software, e come tali sono oggettivamente tutelabili. Attorno a questo punto di partenza, il Prof. Gustavo Ghidini propone, in un saggio pubblicato nella rivista “Giurisprudenza commerciale”, un’indagine riguardo a un possibile nuovo paradigma in materia.

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ONLINE IL NUOVO NEWSLATOR: IMPLICAZIONI DELLA SENTENZA LEXITOR, MUTUI A TASSO VARIABILE, PARODIA DI MARCHI REGISTRATI, REGOLAMENTAZIONE DELLA PROFESSIONE DI INFLUENCER

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Online il nuovo Newslator: implicazioni della sentenza Lexitor, mutui a tasso variabile, parodia di marchi registrati, regolamentazione della professione di influencer

È disponibile da oggi il nuovo numero di Newslator, il bollettino di informazione e aggiornamento legale pubblicato dallo Studio Ghidini, Girino & Associati per guidare il pubblico attraverso le nuove normative e l’evoluzione della giurisprudenza.

Gli articoli del secondo numero del 2023 sono dedicati alla sentenza del Tribunale di Vicenza (n. 511 del 1° giugno 2023) che precisa i diritti del consumatore alla restituzione dei costi del credito in caso di estinzione anticipata del finanziamento, discostandosi dai principi della sentenza Lexitor, e alla circolare con cui, lo scorso 19 luglio, l’ABI ha esortato banche e intermediari finanziari ad adottare misure volte a ridurre il peso della rata mensile nei mutui a tasso variabile.

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LA RINUNCIA DI SCOTT MORTON AL RUOLO NELLA CONCORRENZA EUROPEA: UN’IPOTESI

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In un’intervista concessa al quotidiano Milano Finanza, il Prof. Gustavo Ghidini, fondatore del nostro Studio, analizza la nomina e la successiva rinuncia di Fiona Scott Morton al ruolo di chief economist nella Direzione generale Concorrenza per la Commissione Ue.

Nel giro di pochi giorni, l’accademica statunitense Fiona Scott Morton ha rinunciato all’incarico di capo economista nella Direzione generale Concorrenza della Commissione Europea, e ha iniziato a circolare la voce delle dimissioni di Margrethe Vestager, commissario europeo alla Concorrenza, in vista della presidenza della Banca europea degli investimenti. I due eventi sono correlati? In un’intervista concessa a Milano Finanza, il Prof. Gustavo Ghidini non lo esclude, alla luce di un’accurata analisi degli eventi. Lire la suite

POCA CHIAREZZA E QUALCHE RISCHIO NELLA NUOVA DEFINIZIONE DI GREENWASHING

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Da un lato norme sganciate dalla realtà, dall’altro clienti magai organizzati in una class action. Fra questi due fattori di rischio dovranno barcamenarsi emittenti, gestori di fondi e consulenti costretti a fare i conti con un concetto ormai entrato a pieno titolo nella finanza: il greenwashing. Il termine ha ricevuto solo lo scorso 31 maggio una prima definizione ufficiale, nel Progress Report congiunto di Esma, Eiopa ed Eba (quello definitivo arriverà fra un anno), senza però che venga chiarito gran che. Il documento parla genericamente di affermazioni, dichiarazioni, azioni e comunicazioni che non rispecchiano chiaramente e correttamente il profilo di sostenibilità sottostante un ente, un prodotto o un servizio finanziario. Ma aggiunge anche un preoccupante riferimento al greenwashing non intenzionale, quello cioè relativo a comunicazioni errate o incomplete, per quanto in buona fede, da parte di emittenti, gestori e consulenti finanziari.

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NON SOLO START-UP E PMI: ANCHE LE SRL AVRANNO ACCESSO AL CROWDFUNDING

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Adesso il crowdfunding è (quasi) per tutti. È un effetto dell’estensione recentemente apportata al decreto legislativo 30/2023, che attribuisce anche alle società a responsabilità limitata la possibilità di fare ricorso a questa forma collettiva di finanziamento, superando in tal modo il divieto previsto dall’articolo 2468 del Codice civile.

La novità scaturisce dalla legislazione europea. È stato infatti tre anni fa che il Regolamento Ue 2020/1503 e la Direttiva Ue 2020/1504 hanno uniformato il quadro normativo nei Paesi membri, rendendolo omogeneo per tutti i prestatori del servizio, così da rendere possibile dar corso alle offerte di crowdfunding in tutta l’area dell’Unione. Ultimo tassello mancante è l’imminente deposito, da parte di Bankitalia, del regolamento in tema di stabilità patrimoniale e gestione dei rischi.

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ISTRUIRE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER EVITARE MANIPOLAZIONI FINANZIARIE

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Chi è il colpevole di un market rigging compiuto dall’intelligenza artificiale? Le borse si trovano infatti di fronte alla prospettiva che l’AI, applicata al trading, possa manipolare il mercato: non necessariamente ricorrendo alla malevola creazione di fake news, ma anche soltanto replicando modelli illeciti scovati in reti neurali senza percepirne l’illegalità. Sarebbe complicato individuare un responsabile, in tal caso, proprio perché i sistemi operativi di AI forti consentono alla macchina di imparare da sola e agire conseguendo esiti non preventivati dal programmatore.

Nella rubrica “Considerazioni inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino vaglia le tre possibili soluzioni giuridiche. La prima, punire la macchina, carica l’AI di una improponibile soggettività giuridica. La seconda, collettivizzare il danno, colpirebbe ingiustamente taluni investitori. La terza, ricorrere alla responsabilità oggettiva dei creatori, programmatori e istruttori dell’AI, appare la più ragionevole ma non è sufficiente. Lire la suite

ENTRA IN VIGORE LA DIRETTIVA OMNIBUS: ECCO COSA CAMBIA NELLO SHOPPING ONLINE

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Non solo un inevitabile danno di immagine, ma anche una sanzione fino a dieci milioni di euro: sono queste le contromisure previste dal nuovo set di norme a tutela del consumatore sul mercato online. L’attuazione della Direttiva Omnibus rivoluziona infatti le nostre abitudini in materia di shopping virtuale, con un giro di vite relativo alle condotte commerciali scorrette, contrarie alla diligenza professionale, la cui pratica può quindi falsare l’abituale comportamento del consumatore.

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PIÙ TRASPARENZA PER CONTENERE GLI EFFETTI DELL’IMPENNATA DEI CDS

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In una finanza globalizzata sempre a rischio di contagio, non c’è spazio per gioire delle disgrazie altrui. Non pochi, tuttavia, hanno esultato al crollo di Credit Suisse e al conseguente immediato collasso di Deutsche Bank: effetto temporaneo, dovuto alla violenta impennata dei Credit Default Swap (CDS) e al persistente scetticismo sulla tenuta degli attivi.

Nella rubrica “Considerazioni inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino illustra come, tecnicamente, i CDS non siano dei derivati, bensì metodi di assicurazione sull’insolvenza di un debitore. Pertanto, equiparati a uno strumento finanziario (come improvvidamente accaduto con Mifid2), i CDS si prestano a pericolosi usi impropri se l’assicurazione viene stipulata da chi non è creditore – come nel caso dei CDS “nudi” – o da chi possa accenderne diversi sullo stesso debitore, con la formula dei CDS multipli. Lire la suite

BRACCIO DI FERRO FRA META E SIAE: RUOLO DELL’ANTITRUST E RICADUTE SUGLI UTENTI

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Meta è tenuta ad acquistare i diritti Siae? Questa è in sintesi la domanda al centro dell’ormai prolungato braccio di ferro che contrappone da un lato il gigante che gestisce Facebook, Instagram e Whatsapp, e dall’altro il gestore dei diritti della gran parte degli autori italiani. Tutto è iniziato quando gli autori hanno trovato irrisorio il corrispettivo proposto da Meta per l’utilizzo delle loro opere, insistendo per conoscere – come previsto dalla legge sul diritto d’autore (art. 110-quater) – l’effettiva mole di traffico generato sui social grazie alla musica italiana. Dopo l’estromissione dei contenuti Siae dalle piattaforme Meta, l’Antitrust ha intimato al gigante americano di tornare al tavolo delle trattative. Lire la suite