2026, l’anno in cui restituire il primato al diritto

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La pubblicazione dell’abituale consuntivo di fine anno di Emilio Girino su Milano Finanza – testata che ogni mese ospita la sua rubrica “Considerazioni inattuali” – affronta questa volta uno dei nodi più critici dell’attuale scenario globale: il ritorno delle guerre commerciali e la progressiva erosione del diritto come principio regolatore dei rapporti economici internazionali.
L’Avv. Girino muove dall’idea che il 2025 possa essere ricordato come “l’anno dei dazi”, ma invita subito a superare la semplificazione simbolica del termine.
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ESG, GREENWASHING E BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ: TRA SEMPLIFICAZIONI E NUOVE RESPONSABILITÀ

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Dopo una fase di forte espansione della normativa europea in materia di sostenibilità, l’Unione sembra ora avviarsi verso una fase di razionalizzazione e semplificazione degli obblighi Esg. È infatti in dirittura d’arrivo il pacchetto di semplificazione europeo in materia, annunciato già nello scorso febbraio.

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GOLDEN POWER INVISIBILE: SE LA TUTELA SI TRASFORMA IN CONTROLLO

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Lo strumento del golden power, introdotto nel 2012 come evoluzione della golden share, nasceva con l’intento di tutelare gli interessi nazionali nei settori strategici. Ma negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più invasivo e ambivalente, tanto da essere utilizzato – anche fuori dall’Italia – come leva per il controllo politico ed economico, piuttosto che per la semplice difesa della sicurezza nazionale. Le recenti vicende legate a semiconduttori, tecnologie avanzate e partecipazioni statali mettono in luce una preoccupante evoluzione del fenomeno.

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SEMPRE PIÙ NECESSARIO UNA RIFORMA EUROPEA DEL RATING SOVRANO

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Sia Standard & Poors sia Fitch, rispettivamente in primavera e a fine estate, hanno migliorato il rating del debito pubblico italiano, elevandolo a BBB+. Per quanto la promozione sia un buon segno, si tratta comunque di una espressione incoerente rispetto al miglioramento dell’affidabilità italiana nel corso degli ultimi quindici anni: ad esempio, a inizio settembre  sono stati richiesti 110 miliardi, a fronte di 13 offerti, sui Btp settennali, e 107 miliardi, a fronte di 5, su quelli trentennali.

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RAPPORTI DI FORNITURA: QUALCHE RIFLESSIONE SULLE REGOLAMENTAZIONI

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Diventano sempre più articolate le regolamentazioni dei rapporti interni alle filiere produttive, in particolar modo – ma non solo – nel campo della moda. Fra provvedimenti giudiziali e dell’Antitrust, emerge che la parte debole viene abitualmente individuata nel fornitore, anche a causa di disposizioni del legislatore, di portata tanto generale quanto settoriale: a cominciare dalla legge 192/1998 che, all’articolo 9, vieta l’abuso di dipendenza economica, ossia l’ingiusto approfittare della parte contrattuale più forte a danno dell’altra. Leggi tutto

IL PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ NELL’INFORMAZIONE DIGITALE

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C’è un nuovo intervento del Prof. Gustavo Ghidini, pubblicato sul Corriere della Sera, che analizza il Digital Package europeo e la minaccia rappresentata dalle richieste protezionistiche degli Stati Uniti guidati da Trump. In gioco c’è la tenuta democratica dello spazio informativo europeo. 

Il nuovo attacco del presidente Trump alle normative europee sul digitale rappresenta un salto di qualità nella pressione esercitata dai big tech americani. Il diktat è chiaro: nuovi dazi commerciali contro l’Unione Europea, a meno che non venga archiviato il cosiddetto Digital Package – l’insieme dei regolamenti europei che negli ultimi anni ha cercato di disciplinare il mondo delle piattaforme online. Dietro questa richiesta, si cela un attacco a una strategia normativa che ha come obiettivo la tutela dei cittadini da disinformazione, odio online e manipolazione algoritmica.

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MULTA ANTITRUST PER I BIGLIETTI DEL COLOSSEO: COSA DEVONO SAPERE I RIVENDITORI UFFICIALI

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Un provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha colpito con una sanzione complessiva di quasi 20 milioni di euro diversi operatori ufficiali incaricati della distribuzione dei biglietti per l’accesso al Colosseo. L’istruttoria, aperta in seguito a numerose segnalazioni di utenti rimasti esclusi dall’acquisto online, ha portato alla contestazione di pratiche commerciali scorrette, vietate dal Codice del Consumo, in particolare l’omessa adozione di misure antifrode, il ricorso a tecniche di accaparramento dei biglietti tramite bot, e la gestione poco trasparente dei titoli gratuiti. Leggi tutto

RESPONSABILITÀ SOLIDALE E SUBAPPALTI: IL RISCHIO DI UNA CRISI A CATENA

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Può un principio di civiltà giuridica trasformarsi, per effetto delle sue applicazioni distorte, in un rischio sistemico per interi settori produttivi? È il paradosso che solleva l’articolo 29 del d.lgs. 276/2003, introdotto per garantire tutele ai lavoratori negli appalti, ma che oggi – a vent’anni dalla sua entrata in vigore – rischia di aggravare la fragilità delle filiere.

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CRIPTOVALUTE E FINANZA TRADIZIONALE: IL RISCHIO DEL CONTAGIO

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L’esplosione di valore delle criptovalute, alimentata dall’effetto virale delle meme-coin e dalle campagne sui social network, riporta al centro la questione della loro natura giuridica ed economica, soprattutto quando questi asset vengono impiegati come sottostante per strumenti derivati.

Dopo anni di marginalità, le criptovalute stanno tornando a esercitare una forza di attrazione sulla finanza tradizionale, con una capacità di contaminazione che rischia di generare un effetto domino sui mercati regolamentati e di amplificare la volatilità sistemica.

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RECESSO LIBERO E NUOVI SPAZI PER L’EXIT STRATEYY DEL PRIVATE EQUITY

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Una recente sentenza della Cassazione ha riconosciuto la legittimità del recesso ad nutum nei confronti di società per azioni non quotate, modificando l’assetto tradizionale delle garanzie statutarie e aprendo nuovi spazi per l’ingresso di capitali privati. Secondo la Corte, la facoltà di recesso libero non contrasta con l’ordine pubblico economico e può rappresentare uno strumento utile a favorire la sottoscrizione di capitale di rischio. Leggi tutto

NUOVE NORME CONTRO I DEEPFAKE NEL DISEGNO DI LEGGE SULL’IA

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L’approvazione al Senato del Ddl n. 1146 sull’intelligenza artificiale segna un importante passo avanti nella regolazione dei contenuti digitali generati da algoritmi. Per la prima volta nel nostro ordinamento, viene previsto un reato autonomo per la diffusione illecita di contenuti audiovisivi deepfake, ossia manipolati artificialmente tramite sistemi di IA. La novità si inserisce in un disegno più ampio che mira a raccordare il diritto interno con l’AI Act europeo, regolando ambiti strategici come sanità, giustizia, diritto d’autore e pubblica sicurezza.

Nella rubrica “Ferri del mestiere” su Milano Finanza, Isabella Austoni analizza le disposizioni centrali del disegno di legge, con particolare attenzione agli articoli 25 e 26. Il primo chiarisce che non possono beneficiare della tutela autoriale le opere generate esclusivamente da intelligenze artificiali, mentre il secondo introduce il nuovo art. 612-quater c.p., volto a sanzionare chiunque, utilizzando sistemi di IA, diffonda senza consenso contenuti audiovisivi idonei a indurre in errore sulla loro genuinità.

“La nuova norma penale punisce con la reclusione fino a tre anni chi, mediante sistemi di IA, cagioni un danno ingiusto a una persona pubblicando o diffondendo senza consenso immagini, video o audio alterati e idonei a ingannare sulla loro autenticità”, spiega l’Avv. Austoni. “La disposizione appare coerente con gli obblighi di trasparenza e moderazione imposti alle piattaforme digitali dal Digital Services Act, e rafforza gli strumenti a disposizione della vittima di manipolazioni che si diffondono rapidamente e con effetti potenzialmente devastanti per l’immagine e la reputazione individuale”.

La versione integrale dell’articolo è consultabile cliccando qui .

Alla normativa americana in materia, l’Avv. Austoni ha dedicato un recente intervento sulla stessa testata. Sul nostro Sito è altresì disponibile la raccolta completa della rubrica Ferri del mestiere dal 2010 a oggi.

ESG E DEI: RISCHIO FRENATA PER L’UNIONE EUROPEA

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Nell’arco di poche settimane, diversi grandi gruppi statunitensi hanno abbandonato o ridimensionato i programmi ispirati ai criteri Dei (diversità, equità, inclusione), e anche in Europa le direttive in materia Esg sono oggetto di revisione. Il cambio di rotta ha conseguenze profonde, poiché coinvolge tanto l’impostazione normativa quanto gli equilibri geopolitici e il tessuto economico-produttivo. Sotto pressione sono soprattutto le piccole e medie imprese, che compongono il 99% del sistema industriale europeo e rischiano di pagare il prezzo più alto dell’accelerazione regolatoria. Leggi tutto

DEREGULATION FINANZIARIA E STABILITÀ DEI MERCATI

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Nel dibattito economico europeo e internazionale irrompe nuovamente il tema della deregolamentazione finanziaria, con posizioni contrastanti tra chi ne auspica una riduzione per favorire la competitività e chi teme le conseguenze di un allentamento normativo. La storia mostra un’alternanza tra fasi di eccessiva regolamentazione, seguite da richieste di semplificazione, e cicli di deregulation che però, in alcuni casi, hanno portato a crisi finanziarie. Il punto cruciale diventa dunque capire quale sia il rischio massimo tollerabile per garantire al tempo stesso la stabilità del sistema e l’efficienza dei mercati.

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