RIPENSARE L’IMPIANTO LEGALE DELLA FINANZA SOSTENIBILE: EMILIO GIRINO SU ITALIA OGGI

Ecologia, inclusività e responsabilizzazione sono i pilastri del Recovery Fund: costituiscono un progetto ambizioso ma comportano rischi connessi alla carenza di un preciso quadro normativo, spiega il nostro Socio al quotidiano milanese.

ESG è l’acronimo attorno a cui ruoterà il futuro di tutte le attività d’impresa. È l’abbreviazione di Environmental, Social, and Corporate Governance e si riferisce ai tre principali fattori su cui stimare la sostenibilità di un business: l’impatto ecologico, la portata sociale e la responsabilizzazione del management. Saranno sempre più centrali, nel giudicare l’operato della futura finanza sostenibile, la protezione dell’ambiente, l’inclusività e la diversità, oltre all’adozione di pratiche di governance indirizzate a questi obiettivi.

Su Italia Oggi, nell’ambito di un’inchiesta fra più studi Federico Unnia ha consultato al riguardo anche Emilio Girino, che ha giudicato l’ESG “un progetto vasto ed ambizioso” ma anche “una declinazione più puntuale del vecchio principio di responsabilità sociale d’impresa”.

“Sono pilastri del Recovery Fund”, spiega l’avv. Girino, “dunque non ci sono destinatari specifici o settoriali: la portata è tendenzialmente ecumenica. Per le imprese hanno rilevanza notevole, sia in termini di immagini sia di beneficio dei fondi del Recovery. Per ora l’attenzione si sta concentrando molto sul versante green, anche se l’ampiezza del progetto dovrebbe spingere a ripensare radicalmente gli schemi gestionali, incluso il tema delle sperequazioni di reddito”.

Quanto all’attività dello Studio, l’avv. Girino racconta: “Occorre saper orientare il cliente, aiutarlo nel ripensare l’intero impianto legale sotteso a qualsiasi iniziativa ESG e soprattutto assisterlo nella creazione di un sistema di governance del prodotto e di trasparenza della comunicazione, oltre che dotarlo di un accurato e solido apparato contrattuale”.

Infine, l’avv. Girino non nasconde un velo di pragmatico scetticismo riguardo alle ambizioni dell’ESG. “A parte rischi di distorsione dei meccanismi concorrenziali (spacciare intenzionalmente per ESG ciò che tale non è)”, conclude, “ci sono problemi oggettivi: ad esempio, la carenza di un preciso quadro normativo, che indichi i requisiti per poter qualificare come verde l’obbligazione emessa dall’impresa ancora ‘marrone’. Tutti ne parleranno. Vedremo quanti veramente agiranno”.

Alla finanza sostenibile e ai transition bond l’avv. Girino ha dedicato anche una puntata della sua rubrica “Considerazioni inattuali” su Milano Finanza, disponibile sul nostro sito