LA NUOVA NORMATIVA EUROPEA SULL’AGROALIMENTARE: COSA CAMBIA E COSA RESTA

In materia di tutela della filiera agroalimentare, l’Italia ha dovuto recentemente adottare le normative indicate dalla direttiva Ue 2019/633, la cosiddetta “Utp”, dedicata alle pratiche commerciali scorrete (unfair trade practices) e adottata da tutti gli stati membri dell’Unione. Il decreto legislativo entrato in vigore negli scorsi mesi ha soppiantato le leggi già vigenti nel nostro Stato: in questo modo si sono verificate alcune significative novità rispetto alla precedente legislazione. L’obiettivo indicato dalla direttiva era infatti di incrementare la protezione di piccoli e medi produttori del settore a fronte della cosiddetta Gdo, la grande distribuzione organizzata.

Nella rubrica “I ferri del mestiere” su Milano Finanza, Marco Mergati e Claudia Signorini illustrano le implicazioni di questi cambiamenti, a cominciare dall’autorità chiamata alla vigilanza: non più l’Antitrust ma l’Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi del Mipaaf. Inoltre sono stati ristretti i termini di pagamento, a seguito della modifica della data di decorrenza; è cambiata la definizione di prodotti deperibili o meno, ora afferente all’allegato I del Trattato e non più alle norme interne italiane. Sono inoltre state introdotte nuove disposizioni sui contratti della filiera, che devono avere durata minima annuale (salvo limitatissime eccezioni) e, su richiesta, forma scritta.

“A ben vedere, però, una delle differenze più rilevanti non riguarda il raffronto fra vecchie e nuove norme”, spiegano gli Avv. Mergati e Signorini, “quanto le modalità, spesso diverse, con cui i singoli Stati europei hanno attuato la regolamentazione europea. La direttiva Utp si pone come livello minimo di tutela degli operatori della filiera, lasciando a ciascuna nazione la possibilità di introdurre norme più stringenti. Alcuni Stati hanno attuato la direttiva in modo pressoché letterale, mentre altri – fra cui l’Italia – hanno introdotto modifiche di vario genere e portata. C’è dunque bisogno di massima attenzione al puzzle normativo intraeuropeo: le sanzioni possono essere salate”.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile cliccando qui.

Sull’argomento è utile rileggere anche il primo intervento dell’Avv. Signorini sul tema, intitolato Pratiche sleali nell’agroalimentare, ecco le novità e consultabile cliccando qui.

Sul nostro Sito è infine possibile sfogliare l’intera raccolta della rubrica “Ferri del mestiere” dal 2010 a oggi.

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.