INTELLIGENZA ARTIFICIALE: TRA FRENESIA SPECULATIVA E INCOGNITA DI RENDIMENTO

Da tempo il mercato percepiva segnali di tensione, ma tra l’estate 2025 e l’inizio del 2026 l’allarme sull’intelligenza artificiale è divenuto esplicito. Uno studio del MIT segnala che solo il 5% dei progetti di AI integrata genera valore, mentre la maggioranza rimane priva di impatto misurabile.
A ciò si aggiungono prese di posizione pubbliche dei protagonisti del settore, timori di sopravvalutazione e reazioni violente dei mercati, culminate in forti perdite di capitalizzazione e nel riemergere del paragone con le bolle speculative del passato, dalle dot-com a quella, lontana nel tempo ma celeberrima, dei tulipani olandesi.
Nella rubrica “Considerazioni Inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino analizza la nuova frenesia legata all’AI mettendone a fuoco la fragilità economica e finanziaria. L’Autore ricostruisce l’intreccio fra investimenti colossali, concentrazione del mercato in pochi player, strutture finanziarie complesse e aspettative di crescita che potrebbero non trovare riscontro nei ritorni effettivi, evidenziando i rischi di un effetto domino in caso di insuccesso.
“Metaforizzando il sentire dei money manager,”, scrive l’Avv. Girino, “se vi piacciono rischio e tulipani compratene (ma non troppi), almeno sino a quando il mercato decreterà che non sfioriscono in fretta. Sarà vera gloria o vera bolla? Non spetta ai posteri l’ardua sentenza perché a giudicare, gioire o patire sarà la più parte di noi nel prossimo lustro”.
Accanto alla questione della redditività, l’articolo individua infatti tre fattori decisivi spesso sottovalutati: l’impatto sull’occupazione, con stime fortemente divergenti sulla distruzione e creazione di posti di lavoro; il tema del “too big to fail”, che interroga la possibilità di salvataggi pubblici delle big tech; e la reazione dei clienti, legata ai costi, ai consumi energetici e alle emissioni dell’AI, che potrebbe tradursi in rifiuto o boicottaggio da parte dei consumatori. In questo quadro, la domanda sulla sorte di questo settore resta aperta, ma troverà presto una risposta.
Sul rischio di una bolla dovuta invece al greenwashing, tanto per i gestori quanto per i consulenti, l’Avv. Girino si era espresso al momento dell’entrata in vigore delle normative Esg.
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