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ESPOSIZIONI DEBITORIE SIC: PERCHÉ IL TESTO UNICO BANCARIO NON PUÒ PREVALERE SUL GDPR

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Esposizioni debitorie SIC: perché il Testo Unico Bancario non può prevalere sul GDPR

Su Privacy&, un saggio di Franco Estrangeros e Roberto Pavia analizza il primato della normativa GDPR rispetto all’istituto del preavviso nelle Centrali rischi private (SIC). Una riflessione intorno alle implicazioni delle pronunce della Corte di Cassazione che limitano l’ambito di applicazione della tutela privacy per il trattamento dei dati personali.

“Non sono dati sensibili in senso tecnico, ma indubbiamente lo sono nella sostanza”: si tratta dell’iscrizione delle esposizioni debitorie nelle centrali rischi, nelle quali viene di fatto esternato lo status di singoli individui. Ciò risulta essere “capace di incidere, per l’appunto sensibilmente, sulla sua reputazione economica e sulla sua stessa esistenza sociale e professionale”, in particolar modo qualora l’iscrizione denotasse una condizione patologica del credito dando adito alla fama di cattivo pagatore.

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RIDEFINIRE LA DEMOCRAZIA PER CAPIRE LE IMPLICAZIONI POLITICHE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Mentre USA e UE intervengono per limitare lo strapotere delle grandi piattaforme internet, è necessario capire che la democrazia non è solo un sistema di governo ma una cultura di comunicazione. Solo così si proteggerà il diritto politico alla corretta informazione, spiega il Prof. Gustavo Ghidini, fondatore del nostro Studio, intervenendo sul Corriere della Sera con Daniele Manca.

Non bisogna pensare alla democrazia solo come un tipo di governo, ma anche e soprattutto come una cultura aperta di comunicazione, in cui il linguaggio e l’interazione sociale assumono contorni fondamentali. Del resto era lo stesso Tocqueville a definire la democrazia “potere del popolo informato”. In questo modo, un ripensamento della tecnologia comunicativa – a partire dai social network – è fondamentale per garantire un retto funzionamento della struttura democratica.

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ONLINE IL NUOVO NEWSLATOR: RISARCIMENTO DEL DANNO DA PARTE DELL’INTERMEDIARIO, NUOVE NORME ANTITRUST, GIUDICATO IMPLICITO RISPETTO AI DEBITORI RETAIL E BREVETTO UNICO EUROPEO

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È disponibile da oggi il nuovo numero di Newslator, il bollettino di informazione e aggiornamento legale pubblicato dallo Studio Ghidini, Girino & Associati per guidare il pubblico attraverso le nuove normative e l’evoluzione della giurisprudenza.

Gli articoli del secondo numero del 2022 sono dedicati all’orientamento della Cassazione in materia di condanna di un intermediario al risarcimento del danno e di obbligo di risarcimento dei titoli; alla nuova stretta dell’Antitrust sulla garanzia di conformità per gli operatori della grande distribuzione; al superamento del giudicato implicito nel decreto ingiuntivo non opposto dal debitore retail; de

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TRUFFE BANCARIE NONOSTANTE L’AUTENTICAZIONE FORTE: QUALI SONO LE RESPONSABILITÀ DEI CLIENTI

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La negligenza del cliente nei casi in servizi di home banking dotati di sistemi di autenticazione forte solleva la banca dalla responsabilità della truffa. È questo, in sintesi, quanto emerge da una recentissima sentenza del Tribunale di Milano (4995 del 7/6/2022), che segna un passaggio decisivo nella ridefinizione dei rapporti fra istituti di credito e clienti. Dal 2007 a oggi si sono infatti succeduti diversi regolamenti e direttive (ultima la Payment Service Directive n. 2015/2366 PSD2, recepita in Italia con il decreto legislativo 218 del 2017), tutti finalizzati a salvaguardare quanto più i clienti dal phishing grazie al progredire dei sistemi di sicurezza: non più semplice combinazione fra username e password, come agli albori dell’homebanking, ma sistemi sempre più evoluti di autenticazione che sono culminati nell’introduzione delle one time password (codice OTP).

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INCUBO BREXIT: PROSPETTIVE ECONOMICHE POCO INCORAGGIANTI PER IL FUTURO PRIMO MINISTRO

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Le dimissioni di Boris Johnson da leader dei Tory – con la rapida prospettiva di una sua sostituzione a capo del governo – sono arrivate in un momento nero per la politica del Regno Unito: l’indice di fiducia dei consumatori è crollato del 40%, un quarto della popolazione ha difficoltà a sfamarsi, due terzi si rassegnano a tagliare sul riscaldamento; il tasso di disoccupazione viene contenuto al 3,8% solo a causa di assunzioni a ore zero o prive di tutele. E, in tutto ciò, l’attacco degli speculatori alla sterlina ha fatto precipitare il cambio al dollaro nel giro di poche settimane. Se parte delle difficoltà economiche d’oltremanica può essere ascritta a cause globali – pandemia, guerra e crisi energetica – è innegabile che alcuni di questi problemi sono acuiti, se non direttamente causati, dai primi effetti della Brexit.

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CONSORZI D’ACQUISTO PER TUTELARSI DALL’INFLAZIONE: STRUMENTI LEGALI E DOVERI DEGLI STATI

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Creare consorzi d’acquisto, nazionali o europei, e far scattare una garanzia pubblica su variazioni eccessive di prezzo. Questa l’idea espressa di recente da Francesco Mutti, presidente di Centromarca, come possibile antidoto alla vera e propria emergenza industriale che si intravede dietro il galoppare dell’inflazione: in questo modo, il cumulo di domande individuali consentirebbe di accrescere il potere negoziale degli acquirenti, ottenendo con maggiore verosimiglianza un ribasso per materie prime, noli e trasporti. Ma l’Unione Europea, al momento, non sembra intenzionata ad andare in questa direzione.

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IN VIGORE LE NUOVE REGOLE SU DISTRIBUZIONE E ACCORDI VERTICALI: RISCHIO MULTE E NULLITÀ DEI CONTRATTI

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Sono entrate in vigore il primo giugno le nuove regole antitrust che stabiliscono i nuovi confini di liceità degli accordi verticali (in sostanza, i contratti di distribuzione). Approvate lo scorso 10 maggio dalla Commissione Europea (Reg. UE 2022/720), queste norme specificano ciò che è ammesso in quanto funzionale al miglioramento della produzione, della distribuzione, al progresso tecnico-economico, al vantaggio dei consumatori. Tutti i nuovi accordi dovranno sottostare a questa normativa mentre, per quelli in essere, c’è un anno di tempo – fino al primo giugno 2023 – per intraprendere le opportune azioni di adeguamento. Lire la suite

ONDA LUNGA DELLA SENTENZA LEXITOR: COSA NON TORNA NELLA PRATICA GIURIDICA

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Nel luglio 2021 il legislatore del Decreto Sostegni-Bis interveniva sul tema del calcolo degli oneri spettanti al Cliente retail in caso di estinzione anticipata del finanziamento, facendo propri i principi della sentenza Lexitor, con cui nel settembre 2019 la Corte di Giustizia interpretava retroattivamente la legislazione corrente (art. 16 della Direttiva 2008/48). Per l’effetto, veniva modificato l’art. 126 sexies TUB, riconoscendo al consumatore il diritto alla restituzione anche degli oneri upfront. Il tutto, peraltro, limitando la decorrenza della novella al futuro, a differenza di quanto deciso dal Giudice comunitario. Lire la suite

RUSSIA, CINA, INDIA: QUALI STRATEGIE EUROPEE CONTRO I SOVRANISMI VALUTARI

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Circa tre miliardi di abitanti ma tre economie disallineate: se in Cina il Pil oltre passa i 16.000 miliardi di dollari, l’India si assesta sui 2.880 e la Russia, almeno secondo i dati d’anteguerra, lambisce i 1.700, meno dei 2.000 miliardi del Pil italiano. E se anche le loro economie assommate arrivano a quasi 21 trilioni di dollari, si fermano quasi a metà della sommatoria delle due principali potenze economiche occidentali, Usa e Ue, superiore a 38 trilioni. Per questo – ma non solo – è improbabile che le economie delle potenze orientali riescano a scalzare valute di riserva come l’euro e il dollaro. Ma non esasperare il problema del sovranismo valutario non significa che sia il caso di ignorarlo del tutto.

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CONTRATTI: RIPENSARE LA CLAUSOLA DI FORZA MAGGIORE DOPO PANDEMIA E GUERRA

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Per anni siamo stati abituati a pensare alla presenza della forza maggiore nei moduli contrattuali come a un elemento superfluo, se non decorativo: una vera e propria clausola di stile. A partire dal 2020 gli eventi hanno tuttavia preso a smentire poderosamente questa tendenza. Dapprima il Covid, ora la guerra – per non parlare dell’inflazione galoppante – stanno dimostrando non solo la necessità di questa clausola ma, soprattutto, l’urgenza di superare l’attuale accezione piuttosto asettica: sia perché la clausola non può estendere la propria preveggenza a coprire il ventaglio potenzialmente infinito di eventi imprevisti; sia perché, in mancanza di accordo fra le parti, la sua applicazione comporta la demolizione dell’impianto contrattuale.

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GLI NFT FRA DIRITTO D’AUTORE E RICICLAGGIO: ALCUNE RIFLESSIONI DI GUSTAVO GHIDINI

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Non sono ancora maturi i tempi per un’automatizzazione della gestione del diritto d’autore di un’opera inclusa in un NFT, spiega in un convegno alla LUISS il Prof. Gustavo Ghidini, fondatore del nostro Studio. Ma certi aumenti vertiginosi delle quotazioni su blockchain destano sospetti di riciclaggio di denaro sporco.

I non fungible token, di cui si fa tanto parlare, hanno ben poco a spartire con il diritto d’autore. È questa la posizione da cui ha preso avvio l’intervento del Prof. Gustavo Ghidini nel corso del convegno NFTs and Metaverse, Art vs IP Law organizzato a Roma dall’Università LUISS, a cui hanno preso parte anche i Proff. Fabiana Di Porto (LUISS) e Bryan Frye (University of Kentucky), l’artista Miltos Manetas, il CEO di Reasoned Art Giulio Bozzo, Paolo Lanteri (World Intellectual Property Organization) e Stefania Ercolani (SIAE).

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CRYPTOASSETS E INNOVAZIONE FINANZIARIA FRA CERTEZZE E IMPRESSIONI: UN SAGGIO E UN WEBINAR

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Due strumenti per far chiarezza sulla legislazione in materia di criptovalute e NFT: il saggio di Gustavo Ghidini ed Emilio Girino “Criptovalute, criptoattività, regole e concorrenza: la ricerca imperfetta di un equilibrio perfetto” e l’intervento di Emilio Girino al primo webinar della commissione Fintech di AssoAML.

Il tema delle criptovalute e, più in generale, dell’evoluzione digitale dei sistemi finanziari è forse l’argomento che desta maggiore curiosità e altrettanta preoccupazione, in quanto si colloca in uno scenario legale non ancora ben definito.

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