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NUOVA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI UDINE SUI MUTUI IN VALUTA ESTERA

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Con sentenza dello scorso 4 aprile, il Tribunale di Udine accoglie la linea dello Studio su più versanti. Le clausole rischio cambio non costituiscono strumenti finanziari distinti dal contratto di finanziamento. L’usura teorica non è neanche astrattamente concepibile ove la mora non sia stata mai applicata. La determinazione del rapporto di cambio non costituisce potere di fissazione unilaterale del tasso da parte del mutuante.

Confermata ancora una volta la direzione indicata dalla Cassazione in materia di derivati impliciti, grazie a una nuova pronuncia riguardo al caso di un mutuo espresso in valuta estera, con conversione in euro del capitale al momento dell’erogazione e del pagamento delle singole rate di rimborso.

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DIRETTIVA UE SULLA CONFORMITÀ DEI PRODOTTI: GLI EFFETTI SULL’INTERNET OF THINGS

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Accrescere la fiducia dei consumatori, garantire uniformemente uno standard elevato di tutela, incentivare le vendite transfrontaliere e l’espansione commerciale delle pmi: sono questi alcuni degli obiettivi cui mira la direttiva Ue sulla conformità dei prodotti (2019/771), in vigore in Italia da quest’anno. Ai requisiti già in essere – conformità del prodotto garantita per due anni, corrispondenza del prodotto alla descrizione, garanzia di riparazione o sostituzione o, in subordine, di risoluzione del contratto – se ne aggiungono di nuovi, relativi specificamente all’Internet of things: il settore che riguarda oggetti di uso quotidiano che diventano sempre più sofisticati, come smartphone, elettrodomestici intelligenti, automobili con componenti digitali. Lire la suite

LA NUOVA NORMATIVA EUROPEA SULL’AGROALIMENTARE: COSA CAMBIA E COSA RESTA

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In materia di tutela della filiera agroalimentare, l’Italia ha dovuto recentemente adottare le normative indicate dalla direttiva Ue 2019/633, la cosiddetta “Utp”, dedicata alle pratiche commerciali scorrete (unfair trade practices) e adottata da tutti gli stati membri dell’Unione. Il decreto legislativo entrato in vigore negli scorsi mesi ha soppiantato le leggi già vigenti nel nostro Stato: in questo modo si sono verificate alcune significative novità rispetto alla precedente legislazione. L’obiettivo indicato dalla direttiva era infatti di incrementare la protezione di piccoli e medi produttori del settore a fronte della cosiddetta Gdo, la grande distribuzione organizzata. Lire la suite

DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE – DUE EVENTI CON GUSTAVO GHIDINI

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Chi detiene i diritti d’autore di un’opera d’arte firmata da un algoritmo? E fin dove può estendersi l’interferenza antitrust sulla disciplina della proprietà intellettuale? Il fondatore del nostro Studio, Prof. Gustavo Ghidini, affronta questi temi nel corso di due interventi per Class editori e per l’università Luiss.

Un intervento nel corso degli Stati Generali dell’Intelligenza artificiale organizzati da Class editori e una lectio magistralis nell’ambito del Master in Diritto della Concorrenza e dell’Innovazione della Luiss School of Law: questi eventi hanno visto protagonista nel giro di pochi giorni il Prof. Gustavo Ghidini, fondatore del nostro Studio, Professore Emerito presso l’Università degli Studi di Milano.

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IL FALLIMENTO DELLA RUSSIA, LE IMPORTAZIONI DALL’UCRAINA: ECCO GLI EFFETTI ECONOMICI DELLA GUERRA

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Di là dalla tragedia umanitaria, la guerra fra Russia e Ucraina deve spingere a riflessioni di carattere economico per evitare di farsi nuovamente prendere alla sprovvista. Dopo esserci illusi che il libero commercio internazionale avrebbe giovato a tutti gli attori internazionali, l’Occidente è corso incontro a una forsennata delocalizzazione e a un disarmo energetico e produttivo; i fatti hanno smentito questa strategia. Ora bisogna evitare l’errore di sottovalutare la prospettiva del fallimento della Russia: dopo i downgrade a raffica delle ultime settimane, il default russo è una prospettiva tanto probabile quanto temuta.

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COMBATTERE I REATI FINANZIARI ATTRAVERSO LE NUOVE TECNOLOGIE – EMILIO GIRINO NELLA COMMISSIONE FINTECH DI ASSOAML

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L’Avv. Emilio Girino, Managing Partner del nostro Studio, è fra gli esperti chiamati a fare parte della Commissione creata allo scopo di analizzare le novità su blockchain e criptovalute, oltre che di approfondire tecniche e strumenti per la verifica dell’origine dei fondi e per il monitoraggio di operazioni in cripto-asset.

Prenderanno avvio l’8 aprile i lavori della neonata Commissione Fintech di AssoAML, l’associazione nata nel 2018 per contrastare i reati di money laundering e che da allora costituisce un centro aggregativo di riferimento per lo studio, l’approfondimento, la discussione e la divulgazione della normativa in materia di antiriciclaggio, di contrasto del finanziamento del terrorismo e di lotta alla corruzione.

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ONLINE IL NUOVO NEWSLATOR: FALLIMENTI POST-COVID, VIOLAZIONE DI DIRITTI IP, PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE E FIDEIUSSIONI ABI

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È disponibile da oggi il nuovo numero di Newslator, il bollettino di informazione e aggiornamento legale pubblicato dallo Studio Ghidini, Girino & Associati per guidare il pubblico attraverso le nuove normative e l’evoluzione della giurisprudenza.

Gli articoli del primo numero del 2022 sono dedicati all’analisi di Bankitalia sui fattori di tenuta del sistema dopo la riduzione dei fallimenti post-Covid; ai tre recenti interventi della Cassazione riguardanti il risarcimento del danno da violazione di diritti di proprietà intellettuale; alle sanzioni dell’Antitrust nei confronti delle pratiche commerciali scorrette nei settori creditizio e assicurativo; all’attrito fra giustizia sostanziale e giustizia formale per quel che concerne le fideiussioni Abi.

Ulteriori notizie sono dedicate agli Orientamenti di Vigilanza riguardanti la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, nonché all’uscita presso Zanichelli della nuova edizione del manuale breve di Proprietà intellettuale e concorrenza. Corso di diritto industriale, curato dal Professor Gustavo Ghidini con il Professor Giovanni Cavani.

La versione integrale di Newslator 1/2022 è consultabile cliccando qui, anche in versione pdf. Da diciassette anni Newslator offre ai suoi lettori un servizio d’orientamento giuridico nei settori in cui lo Studio è più attivo: l’archivio completo dei bollettini, a partire da novembre 2005, è disponibile a questo link.

 

CON LE NUOVE LINEE GUIDA DELL’AGID SI RISCHIA L’INVALIDAZIONE DEI CONTRATTI DIGITALI

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Da inizio 2022 cambiano le regole sui contratti digitali: l’Agenzia per l’Italia Digitale ha mandato a regime le nuove Linee Guida che regolano la formazione, la gestione e la conservazione dei documenti informatici, insieme al Regolamento per la fornitura del servizio di conservazione dei documenti informatici. Queste norme non riguardano solo i soggetti pubblici, come comunemente si crede, ma si applicano (almeno in parte) anche ai privati.

Nella rubrica “Ferri del mestiere” su Milano Finanza, Franco Estrangeros individua le molte novità che coinvolgono tutti gli operatori economici, in particolar modo quelli che forniscono beni o rendono servizi alla clientela sulla base di contratti stipulati digitalmente o archiviati in forma digitale. Dalla nascita mediante sottoscrizione fino alla definitiva eliminazione, ogni fase della vita del documento prevede l’adozione di disciplinari tecnici e di procedure che ne garantiscano l’integrità.

“La mancata osservanza degli oneri imposti dal Codice dell’amministrazione digitale può compromettere l’esistenza stessa del contratto in relazione alla portata probatoria del documento informatico”, spiega l’Avv. Estrangeros. “Un vero e proprio effetto devastante là dove, per il tipo di rapporto in gioco, la forma scritta del contratto sia prevista a pena di nullità. È il caso, ad esempio, dei contratti bancari o d’investimento. Una generazione o una conservazione inadeguata del documento potrebbe far andare in fumo la sua efficacia per omessa o incorretta organizzazione gestionale”.

In un precedente numero della rubrica, l’Avv. Estrangeros aveva illustrato opportunità e rischi della digitalizzazione dei processi bancari.

Il testo integrale dell’articolo dell’Avv. Estrangeros è disponibile Cliccando qui

Ricordiamo che, nella sezione “Sala stampa” del nostro Sito, è possibile sfogliare l’intero archivio della rubrica “Ferri del mestiere” dal 2010 a oggi.

NFT E CRIPTOVALUTE: POCA CAPACITÀ DECISIONALE RISCHIA DI FAVORIRE L’ILLEGALITÀ

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E se i non-fungible token (Nft) nascondessero lavanderie di denaro sporco? Il Tesoro americano ha quantificato in 1,5 miliardi di dollari la mole del mercato degli Nft, e questo per il solo primo trimestre del 2021. Ma non è l’ingente quantitativo a far sorgere il sospetto, o quanto meno il dubbio; è piuttosto la malsicura capacità decisionale che impedisce di costruire una regolamentazione unitaria e chiara di questa nuova realtà, capace di produrre beni o valute scambiabili senza essere garantiti da un’autorità centrale.

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RICERCA SCIENTIFICA E INNOVAZIONE TECNOLOGICA: ECCO PERCHÉ CI VUOLE UN POLITECNICO EUROPEO DELLA DIFESA

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In un tempo di rinnovate tensioni internazionali, non ci si può rifugiare nella convinzione che all’Unione Europea possa bastare l’addestramento di contingenti comuni. È necessaria l’alta formazione di personale civile e militare altamente qualificato, spiega il Prof. Gustavo Ghidini, fondatore del nostro Studio, intervenendo sul Corriere della Sera con Ferdinando Salleo.

Una politica di difesa comune è da tempo una priorità, almeno teorica, per l’Unione Europea; e non è detto che la Brexit non finisca per renderla più probabile. In questa maniera l’Europa potrà ricoprire un ruolo geopolitico confacente non solo al proprio peso economico ma anche al rilievo storco e al soft power di cui gode in termini di civiltà e diplomazia.

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GARANTIRE L’INNOVAZIONE NONOSTANTE LO STRATEGIC PATENTING – UN’ANALISI DI GUSTAVO GHIDINI SU “DIRITTO MERCATO TECNOLOGIA”

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Nella nuova puntata della sua rubrica “L’appunto”, sul sito DIMT.it, il fondatore del nostro Studio si confronta con la brevettazione strategica, che impedisce l’innovazione concorrenziale, e con le linee giuridiche che possono evitare l’abuso di questa pratica.

Come disincentivare i brevetti di scarsa qualità senza cospargere di ostacoli ingiustificati la strada dei concorrenti innovativi? È uno dei problemi chiave di un’epoca caratterizzata dalla cosiddetta innovazione incrementale. Un caso particolarmente rilevante al riguardo è quello verificatosi negli Usa nel 2007 (KRS Int’ v. Teleflex), in cui la Corte Suprema americana ammonì il Patent Office ad alzare l’asticella della non-ovvietà al di sopra dell’ordinaria innovazione. L’esortazione mirava proprio a evitare che una proliferazione di ostacoli legali potesse finire per dissuadere dalla vera innovazione.

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NÉ DEREGULATION, NÉ IPER-REGULATION. UNA VIRTÙ MEDIANA PER GARANTIRE INVESTITORI E MERCATI

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Per attrarre quotazioni e investitori post-Brexit, la finanza britannica sta cercando di recuperare peso in Europa anche con qualche mossa aggressiva. È il caso, ad esempio, della Financial Conduct Authority che ha previsto doppie classi di azioni, con prevalenza di quelle assegnate al management onde fronteggiare scalate ostili, e ha ridotto il flottante minimo dal 25% al 10%. La scelta è coerente con la tradizione dei mercati finanziari anglosassoni, da sempre più corrivi rispetto all’elefantiasi regolamentare di quelli continentali. Ma non si corre il rischio di una eccessiva deregolamentazione?

Nella rubrica “Considerazioni inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino analizza pro e contro della deregulation non solo sul mercato d’Oltremanica ma nel contesto generale, ravvisando alcune opportunità: snellire gli eccessi di oneri informativi che risultano dissuasivi per gli investitori, incrementare la facilità di lettura sui rischi dei prodotti finanziari e, infine, mostrarsi più reattivi di fronte a fenomeni innovativi come le criptovalute, evitando di lasciarne troppo a lungo law-free in attesa di una legislazione capillare.

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