INCUBO BREXIT: PROSPETTIVE ECONOMICHE POCO INCORAGGIANTI PER IL FUTURO PRIMO MINISTRO

Le dimissioni di Boris Johnson da leader dei Tory – con la rapida prospettiva di una sua sostituzione a capo del governo – sono arrivate in un momento nero per la politica del Regno Unito: l’indice di fiducia dei consumatori è crollato del 40%, un quarto della popolazione ha difficoltà a sfamarsi, due terzi si rassegnano a tagliare sul riscaldamento; il tasso di disoccupazione viene contenuto al 3,8% solo a causa di assunzioni a ore zero o prive di tutele. E, in tutto ciò, l’attacco degli speculatori alla sterlina ha fatto precipitare il cambio al dollaro nel giro di poche settimane. Se parte delle difficoltà economiche d’oltremanica può essere ascritta a cause globali – pandemia, guerra e crisi energetica – è innegabile che alcuni di questi problemi sono acuiti, se non direttamente causati, dai primi effetti della Brexit.

Nella rubrica “Considerazioni inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino analizza le performance economiche del Regno Unito, recentemente bocciate dall’Ocse come le peggiori di tutto il G20. Che a succedere a Boris Johnson sia o meno l’ex cancelliere dello scacchiere Rishi Sunak – il quale di recente ha dovuto ammettere le difficoltà post-Brexit, derubricando il taglio delle tasse a fairytale – è evidente che il prossimo inquilino di Downing Street dovrà fare i conti con prospettive cupe. O iniziare a pensare a un clamoroso ritorno di Londra nell’Unione.

“Infausto ma prevedibile, tale esito impartisce una dura lezione: la metamorfosi del miope sogno isolazionista in incubo anacronistico”, spiega l’Avv. Girino. “In un mondo a torto o a ragione globalizzato, è impensabile sfilarsi da organizzazioni sovranazionali in grado di assicurare libera condivisione di spazi commerciali, sostegno in fasi di crisi, maggior spessore istituzionale e politico verso le altre superpotenze. L’anteposizione di interessi personalistici ai reali bisogni di un Paese è anche diretta conseguenza dell’incessante concentrazione di ricchezza e del progressivo ma inesorabile impoverimento dei ceti bassi, medi e finanche medio-alti, inclini a cedere a sirene sovraniste”.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile cliccando qui. Alla Brexit l’Avv. Girino ha dedicato notevole attenzione nella propria colonna d’opinione; è bene rileggere, anche ad anni di distanza, quanto scriveva al riguardo già subito dopo il referendum, a inizio negoziato e prima della pandemia. Sul nostro Sito è come sempre possibile consultare l’intera raccolta della rubrica “Considerazioni inattuali” dal 2009 a oggi.

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.