L’ORDINANZA DELLA CASSAZIONE SULL’EURIBOR: UN CASTIGO SENZA DELITTO?

Mercati, banche, clienti: tutti sono a rischio dopo il pronunciamento con cui la Corte di Cassazione (ordinanza n. 34889 del 13 dicembre 2023) ha stabilito che, nel periodo 2005-2008, vanno considerati nulli i leasing che hanno utilizzato l’Euribor come base di calcolo. Infatti, spiega l’ordinanza, in quel periodo l’indice di riferimento dei mutui a tasso variabile è stato oggetto di un’intesa che infrangeva le regole della concorrenza, e ciò invaliderebbe tutte le contrattazioni vincolate a quel tasso.

Intervenendo con un approfondito commento su Milano Finanza, Emilio Girino illustra come questo pronunciamento può causare un groviglio inestricabile incidendo su esposizioni bancarie, crediti della clientela, posizioni in derivati, meccaniche del mercato interbancario. Un vero e proprio terremoto da cui nessuno uscirebbe vincitore.

La storia giuridica è nota. Il 4 dicembre 2013, l’Antitrust dell’Unione europea accerta che alcune banche del panel incaricato di quotare l’Euribor si sono scambiate informazioni per allineare le proprie posizioni e concordare la propria condotta, mettendo dunque in atto una pratica anticoncorrenziale vietata. Nove anni dopo, la corte d’appello del Tribunale di Milano (sentenza 775/2022) esclude la contaminazione a valle dei contratti sottoscritti da clienti di altre banche, estranee all’intesa illecita. Ma, lo scorso dicembre, la Corte ha ribaltato il verdetto, affermando che la responsabilità de facto di chi ha applicato l’intesa anti-concorrenziale, pur mantenendosi estraneo alla pattuizione. Si annuncia quindi una diatriba fra giuristi favorevoli a un’applicazione estensiva di questo pronunciamento e giuristi che tenteranno di circoscrivere l’ambito applicativo.

“Temo però che nel confronto dialettico un dato di ragione passerà in secondo piano”, commenta l’Avv. Girino. “Il principio per cui la violazione antitrust a monte determini meccanicisticamente la nullità dei patti a valle presuppone, in capo al soggetto estraneo, sia (almeno) la conoscenza dell’intesa vietata sia, soprattutto, una libertà di scelta commerciale. Ma avrebbe potuto un intermediario, estraneo all’intesa e pur dotato di un olfatto così sensibile da prevederla, applicare un Euribor diverso da quello quotato? E quale, poi? Avrebbe mai potuto una banca disattendere una grandezza economica ufficiale? La risposta, ovviamente, è no”.

Ci troviamo potenzialmente di fronte, nelle parole dell’Autore, a “un castigo senza delitto”. A venire puniti sarebbero, più o meno direttamente, non solo i prestatori, ma anche i prenditori, colpendo così l’intero mercato.

“La funzione regolatrice della disciplina antitrust è la protezione del mercato, non il suo sconquasso”, conclude l’Avv. Girino. “Non resterà che attendere una diversa decisione delle Sezioni Unite. La riforma processuale consente di accelerarla con il nuovo metodo di rinvio pregiudiziale in corso di causa. Servirebbe pensarci, possibilmente in fretta”.

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I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.