NÉ DEREGULATION, NÉ IPER-REGULATION. UNA VIRTÙ MEDIANA PER GARANTIRE INVESTITORI E MERCATI

Per attrarre quotazioni e investitori post-Brexit, la finanza britannica sta cercando di recuperare peso in Europa anche con qualche mossa aggressiva. È il caso, ad esempio, della Financial Conduct Authority che ha previsto doppie classi di azioni, con prevalenza di quelle assegnate al management onde fronteggiare scalate ostili, e ha ridotto il flottante minimo dal 25% al 10%. La scelta è coerente con la tradizione dei mercati finanziari anglosassoni, da sempre più corrivi rispetto all’elefantiasi regolamentare di quelli continentali. Ma non si corre il rischio di una eccessiva deregolamentazione?

Nella rubrica “Considerazioni inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino analizza pro e contro della deregulation non solo sul mercato d’Oltremanica ma nel contesto generale, ravvisando alcune opportunità: snellire gli eccessi di oneri informativi che risultano dissuasivi per gli investitori, incrementare la facilità di lettura sui rischi dei prodotti finanziari e, infine, mostrarsi più reattivi di fronte a fenomeni innovativi come le criptovalute, evitando di lasciarne troppo a lungo law-free in attesa di una legislazione capillare.

“Il problema è arcaico: regolare poco per attrarre di più o regolare molto per proteggere gli investitori?”, spiega l’Avv. Girino. “Non di rado si è concretizzato il rischio che le innovazioni incontrollabili provochino bolle e catastrofi finanziarie, determinando i regolatori ad alzare pesantemente il tiro con nuovi impianti disciplinari dalla faccia feroce e dalla stazza poderosa, che tuttavia non risolvono il problema. Regolare poco o niente rende il mercato terra inospitale e infida, regolare troppo lo imbriglia e non protegge chi vi investa”.

A riprova, vengono citati il Sarbanes Oxley Act del 2022, mostratosi insufficiente a prevenire la crisi dei subprime, e la product intervention della direttiva MIFID II. Quest’ultima, conferendo all’authority il potere di blocco verso attività e prodotti le cui regole non tutelino sufficientemente gli investitori, ammette implicitamente un fallimento normativo, oltre a gravare come minaccia continua sui mercati.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile cliccando qui. Sul nostro sito è come sempre possibile consultare l’intera raccolta della rubrica “Considerazioni inattuali” dal 2009 a oggi.

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.