DIRITTO D’AUTORE E MERCATO UNICO DIGITALE – A CHE PUNTO È L’ITALIA?

Sul Corriere Economia il Prof. Gustavo Ghidini illustra con Francesco Banterle le prospettive sulla ricezione della Direttiva europea che disciplina i rapporti fra editori e grandi piattaforme online.

Manca solo un mese al 7 giugno, scadenza entro cui l’Italia dovrà recepire la Direttiva Ue 790/19 sul diritto d’autore nel Mercato unico digitale. Sin dalle primissime proposte in materia avanzate dalla Commissione, l’intenzione era di porre un freno alla “non responsabilità” rivendicata dalle piattaforme online rispetto ai contenuti di cui si facevano tramite, nonché alla loro tendenza a diffondere gratuitamente anteprime di articoli tratti da testate giornalistiche così da ottenerne un ritorno in termini di utenti e pubblicità.

Il Prof. Gustavo Ghidini, Fondatore dello Studio, Senior Professor all’Università LUISS e Professore Emerito di Diritto Industriale all’Università Statale di Milano, interviene sull’inserto Economia del Corriere della Sera insieme al Dott. Francesco Banterle per illustrare implicazioni e difficoltà nella ricezione della Direttiva.

I nostri legislatori infatti sono al lavoro per limare alcuni aspetti che il testo europeo non chiarisce o che destano perplessità. In particolare, l’articolo evidenzia la questione della definizione degli “organismi di mediazione” cui affidare i conflitti di interessi fra editori e piattaforme, che andrebbero invece affidati a società professionali di gestione collettiva dei diritti d’autore (come la Siae). Viene altresì auspicato un meccanismo “tipo Telepass”, che consenta di non rallentare la circolazione delle notizie dietro pagamento di una tariffa predefinita, armonizzando la rapidità di diffusione dei contenuti di qualità con la remunerazione dei creatori dell’informazione. Questo obiettivo dev’essere, in fin dei conti, la stella polare di tutte le parti in causa.

“Nella comunicazione digitale online, che scorre abitualmente sui telefonini, le notizie sono concise, brevissime”, spiegano gli autori. “Anche poche parole possono costituire un prodotto informativo, commercialmente sfruttabile. Da qui l’idea della Direttiva di attribuire un mini-copyright di due anni agli editori anche sugli estratti dei contenuti giornalistici. Sulle prime seguirono reazioni indispettite di alcune piattaforme; il tempo e il buon senso stanno tuttavia lavorando per spingere piattaforme ed editori a raggiungere accordi”.

È il caso di Rcs Media Group, che ha raggiunto con Google un accordo per la diffusione dei propri contenuti giornalistici su una sezione di Google News dedicata all’informazione di qualità. “Questo è l’obiettivo che dovrebbe porsi il nuovo diritto previsto dalla Direttiva”, concludono gli autori: “non bloccare, ma spingere a trovare nuove opportunità per valorizzare i contenuti e aumentarne la profittabilità”.

La versione integrale dell’articolo può essere letta in formato pdf nella Sala Stampa del nostro Sito.

Il Prof. Ghidini e il Dott. Banterle hanno recentemente dedicato alla questione un approfondito intervento durante un convegno del Max Planck Institute di Monaco; il testo è disponibile online.