L’approvazione al Senato del Ddl n. 1146 sull’intelligenza artificiale segna un importante passo avanti nella regolazione dei contenuti digitali generati da algoritmi. Per la prima volta nel nostro ordinamento, viene previsto un reato autonomo per la diffusione illecita di contenuti audiovisivi deepfake, ossia manipolati artificialmente tramite sistemi di IA. La novità si inserisce in un disegno più ampio che mira a raccordare il diritto interno con l’AI Act europeo, regolando ambiti strategici come sanità, giustizia, diritto d’autore e pubblica sicurezza.
Nella rubrica “Ferri del mestiere” su Milano Finanza, Isabella Austoni analizza le disposizioni centrali del disegno di legge, con particolare attenzione agli articoli 25 e 26. Il primo chiarisce che non possono beneficiare della tutela autoriale le opere generate esclusivamente da intelligenze artificiali, mentre il secondo introduce il nuovo art. 612-quater c.p., volto a sanzionare chiunque, utilizzando sistemi di IA, diffonda senza consenso contenuti audiovisivi idonei a indurre in errore sulla loro genuinità.
“La nuova norma penale punisce con la reclusione fino a tre anni chi, mediante sistemi di IA, cagioni un danno ingiusto a una persona pubblicando o diffondendo senza consenso immagini, video o audio alterati e idonei a ingannare sulla loro autenticità”, spiega l’Avv. Austoni. “La disposizione appare coerente con gli obblighi di trasparenza e moderazione imposti alle piattaforme digitali dal Digital Services Act, e rafforza gli strumenti a disposizione della vittima di manipolazioni che si diffondono rapidamente e con effetti potenzialmente devastanti per l’immagine e la reputazione individuale”.
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Alla normativa americana in materia, l’Avv. Austoni ha dedicato un recente intervento sulla stessa testata. Sul nostro Sito è altresì disponibile la raccolta completa della rubrica Ferri del mestiere dal 2010 a oggi.