In arrivo in Europa il piano d’azione per l’economia circolare

Tra i principali pilastri del Green Deal vi è il Piano d’azione per l’economia circolare, volto all’affermazione di nuovi modelli sostenibili di produzione e consumo. Negli ultimi mesi la sua realizzazione ha preso corpo. A luglio sono infatti entrati in vigore il Regolamento 2024/1781, che istituisce un quadro per la definizione di requisiti di progettazione ecocompatibile dei prodotti e la Direttiva 2024/1799 sul diritto alla riparazione (R2R Directive). Era poi già entrata in vigore a marzo la c.d. Direttiva Greenwashing (825/2024).

Le nuove norme assegnano un ruolo fondamentale, nel processo di transizione verde, ai consumatori. Nell’ordinamento europeo si presuppone che dalla protezione del consumatore discenda in via indiretta anche la tutela del leale gioco concorrenziale tra le imprese. Il consumatore è infatti parametro di riferimento per la valutazione della correttezza delle aziende.In tema di ecosostenibilità si è fatto un passo ulteriore. Il consumo responsabile è infatti considerato anche volano per lo sviluppo di tecnologie e prodotti verdi.

Il presupposto è che da una rafforzata tutela del consumatore – tale da consentire acquisti consapevoli e sempre più attenti agli aspetti ecologici – consegua una maggiore responsabilizzazione e quindi uno stimolo nella domanda e di conseguenza una maggiore concorrenza nell’offerta verde, innescando così un circolo virtuoso.Un rapido sguardo ai nuovi obblighi. Il Regolamento n. 2024/1781 prevede l’introduzione di requisiti di progettazione ecocompatibile che i prodotti devono rispettare per essere immessi sul mercato o per il loro primo uso nell’Unione. La disciplina si applica a qualsiasi bene fisico salve poche esclusioni (ad esempio alimenti, mangimi, medicinali e alcuni veicoli). La Commissione detterà i requisiti per ciascuna categoria di prodotti a partire dal 19 luglio 2025. Il Regolamento introduce anche un passaporto digitale, ossia un codice che dovrà indicare l’insieme di dati specifici del prodotto relativi alla sua progettazione ecocompatibile e che garantirà la tracciabilità delle informazioni lungo tutta la catena di produzione.Nel 2026 dovranno essere attuate dagli Stati la Direttiva 2024/1799 e la Direttiva Greenwashing.

La prima mira a favorire la riparazione in luogo della sostituzione in caso di difetti o malfunzionamenti, garantendo così una maggiore durabilità dei beni.La seconda stabilisce requisiti minimi per i marchi di sostenibilità e divieti affinché le informazioni rese in tema di ecosostenibilità siano pertinenti e attendibili. Specificamente, sono state introdotte modifiche alla disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, la quale sanziona le condotte delle imprese idonee ad impedire una scelta libera e consapevole dei consumatori. Tra le informazioni essenziali che l’impresa dovrà sempre fornire al consumatore vi sono anche quelle sulle caratteristiche ambientali, sulla durabilità, riparabilità o riciclabilità. Inoltre, sarà considerata una pratica commerciale scorretta «formulare un’asserzione ambientale» senza al contempo indicare «impegni chiari, oggettivi, pubblicamente disponibili e verificabili stabiliti in un piano di attuazione dettagliato e realistico che includa obiettivi misurabili e con scadenze precise», piano che sia «verificato periodicamente da un terzo indipendente, le cui conclusioni sono messe a disposizione dei consumatori».Vi è ancora un po’ di tempo prima che i nuovi obblighi siano efficaci. La direzione è però già chiara se, come ci si attende, la concorrenza si giocherà anche su questi fattori, il momento di puntare su tecnologie e prodotti sostenibili è già arrivato. Non è più solo una questione etica ma un radicale mutamento del mercato e delle regole di comunicazione. (riproduzione riservata)

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Laureata all’Università LUISS Guido Carli di Roma, è entrata a far parte dello Studio nel 2003, divenendo associata nel 2006. Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2006. Nell’ambito dello Studio si occupa prevalentemente di diritto industriale e concorrenza, operando a fianco del Prof. Gustavo Ghidini e dell’Avv. Marco Mergati.
Ha acquisito una particolare esperienza nel contenzioso, anche innanzi alle Autorità indipendenti e Giurì, in materia di proprietà industriale e intellettuale, concorrenza sleale, pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, diritto dei consumatori e disciplina del trattamento dei dati personali. Si occupa inoltre di contenzioso, anche nell’ambito di procedure arbitrali, in materia civile e commerciale.
Svolge consulenza nelle medesime aree di attività e si occupa della redazione di contratti (licenze, franchising, merchandising, sponsorizzazioni, accordi di riservatezza, contratti di ricerca e sviluppo, contratti di fornitura e di servizi, contratti di prestazioni artistiche).