Ferragnez-Codacons e non solo: l’Antitrust alle prese col virus

La querelle sulla raccolta fondi per l’emergenza Covid19 tra i così chiamati Ferragnez e il Codacons ha imperversato su web e stampa, riaccendendo i riflettori sul delicato ruolo che l’Antitrust deve assumere in questo frangente.

Tra le ragioni che hanno fatto scaturire la disputa c’è il fatto che la coppia ha scelto GoFundMe quale piattaforma online per la raccolta fondi da loro lanciata a favore dell’ospedale San Raffaele di Milano. La piattaforma consente di effettuare donazioni in rete senza costi per il donante. La commissione alla piattaforma è facoltativa ed è l’utente a decidere se e quanto elargire.

Tuttavia la scelta non piace al Codacons perché la piattaforma era già entrata nel mirino Antitrust proprio per il meccanismo della commissione. L’autorità ha infatti accertato che al momento della transazione è preimpostata di default una commissione del 10% della somma donata. L’utente può modificare il valore preselezionato o annullarlo del tutto ma per farlo deve cliccare su «Altro» in un menu a tendina adiacente e inserire l’importo zero.

Attività, questa, non immediata né intuitiva per l’utente, il quale, secondo l’Antitrust, potrebbe non rendersi conto di questa possibilità e lasciare invariato l’importo andando inconsapevolmente a finanziare la piattaforma. L’autorità ha perciò chiesto a GoFundMe di disattivare il meccanismo preimpostando a «zero» il valore della commissione, che l’utente potrà semmai modificare. GoFundMe si è subito adeguata e ha dichiarato che rimborserà gli utenti che avessero sbagliato nel rilasciare la commissione. Da qui la scintilla che ha innescato la baruffa mediatica, poi placatasi.

La disputa offre lo spunto per tratteggiare i molti altri casi di cui l’Agcm si sta occupando. Dall’esplosione della pandemia l’Antitrust ha dovuto intensificare l’attività di vigilanza sui comportamenti degli operatori, specie nell’e-commerce, che in periodo di distanziamento sociale è un’importante alternativa per gli utenti. Il bollettino degli interventi Antitrust è quasi preoccupante. Si va dall’apertura di istruttorie contro Amazon ed eBay per l’aumento consistente e ingiustificato del prezzo di mascherine e gel igienizzanti a provvedimenti di oscuramento di siti web che vendono medicinali senza essere autorizzati alla fornitura online al pubblico di farmaci.

Vi sono poi stati svariati interventi nei confronti di siti che commercializzano prodotti promuovendone capacità preventive o curative contro Covid del tutto indimostrate: presunti test-kit per la diagnosi domiciliare del virus, integratori od oli essenziali pubblicizzati come antivirali, kit di prevenzione che migliorerebbero la risposta immunitaria, prodotti promossi come unici rimedi per combattere il virus.

In un momento di allarme in cui il consumatore è più facilmente suggestionabile le pratiche scorrette meritano una dura risposta repressiva. E la disciplina prevede una tutela per i consumatori «particolarmente vulnerabili» con sanzioni in considerazione della gravità dell’illecito. In attesa delle decisioni dell’Agcm sui procedimenti in corso le imprese dovranno ben ponderare iniziative legate al Covid 19 anche sotto il profilo della comunicazione: un messaggio pubblicitario anche solo poco chiaro potrebbe costare caro.

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Laureata nel 2012 all’Università degli Studi di Milano, è iscritta all’Albo degli Avvocati di Milano dal 2017 ed è entrata a far parte dello studio nel maggio 2017.
Ha iniziato la propria attività professionale presso uno studio boutique specializzato in proprietà industriale ed intellettuale e, successivamente, ha collaborato con il dipartimento IP di un primario studio internazionale.
Nell’ambito dello studio, si occupa di proprietà industriale e intellettuale, concorrenza sleale, pubblicità, problematiche connesse alla tutela dei consumatori e al diritto antitrust sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. Ha maturato esperienza nella redazione di contratti (contratti di distribuzione, licenze, accordi di riservatezza, contratti di trasferimento di tecnologia e di ricerca e sviluppo, anche nell’ambito delle biotecnologie).