IL VALORE DELL’ORO TRA VOLATILITÀ FINANZIARIA E FUNZIONE DI RISERVA

Il recente andamento dell’oro, capace di toccare nuovi massimi storici poi rapidamente limati, ha riacceso un dibattito antico quanto il metallo prezioso stesso: costituisce una riserva di valore o un asset speculativo?

L’oscillazione registrata tra fine gennaio e inizio febbraio – con il passaggio da 5.595 a 5.045 dollari l’oncia – è stata letta da molti come un segnale di fragilità, trascurando tuttavia che, nell’arco di tre mesi, il metallo ha segnato una ragguardevole crescita complessiva del 21%. A pesare è soprattutto la crescente finanziarizzazione del bene, che ne amplifica la volatilità senza intaccarne necessariamente la funzione originaria.

Nella rubrica “Considerazioni Inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino ricostruisce il quadro con attenzione tecnica, distinguendo tra oro fisico e oro finanziario e richiamando le preoccupazioni già espresse dalla Bce nella Financial Stability Review dell’estate 2025. Il nodo critico risiede nell’uso estensivo di strumenti derivati, nell’effetto leva e nei rischi di controparte, in particolare extra-Ue, che possono generare vendite a cascata e tensioni sistemiche; tuttavia, non bisogna confondere le dinamiche speculative di breve periodo con la traiettoria strutturale di lungo termine.

“Secondo un copione consueto e consunto, se un titolo, una valuta o una merce sfondano una soglia storica e poco dopo scendono, la psicosi collettiva emana un solo grido: crollo! Eppure l’oro si conferma una riserva di valore”, scrive l’Avv. Girino. “Le cause della recente esplosione sono l’instabilità geopolitica e l’incertezza economica che ne deriva. Se analisti e money manager consigliano di inserire un po’ di oro in portafoglio, la prospettiva di una banca centrale è tuttavia diversa da quella di un privato per ovvi motivi di funzione e longevità. Il dilemma aureo in realtà non esiste: l’oro risente della speculazione finanziaria, ma resta la sua funzione di riserva di valore”.

A fronte delle apprensioni regolatorie, l’analisi storica mostra infatti una curva in lenta ma costante crescita nell’ultimo quinquennio, mentre le banche centrali continuano ad accumulare riserve auree e la scarsità del metallo si accentua, con risorse estraibili in progressiva riduzione. L’oro, dunque, pur risentendo della speculazione, mantiene una funzione riconosciuta di mezzo di scambio e presidio contro instabilità geopolitiche ed economiche: la volatilità finanziaria non cancella la natura di riserva di valore, ma ne costituisce semmai una tensione fisiologica nell’ecosistema dei mercati contemporanei.

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I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.