RECESSO LIBERO E NUOVI SPAZI PER L’EXIT STRATEYY DEL PRIVATE EQUITY

Una recente sentenza della Cassazione ha riconosciuto la legittimità del recesso ad nutum nei confronti di società per azioni non quotate, modificando l’assetto tradizionale delle garanzie statutarie e aprendo nuovi spazi per l’ingresso di capitali privati. Secondo la Corte, la facoltà di recesso libero non contrasta con l’ordine pubblico economico e può rappresentare uno strumento utile a favorire la sottoscrizione di capitale di rischio.

Nella rubrica “Considerazioni Inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino analizza il significato profondo e le implicazioni sistemiche della pronuncia n. 2629/2024. La novità risiede nel riconoscimento che la sola presenza della clausola statutaria è sufficiente a informare i soci del rischio e a giustificare il recesso. La decisione, priva di precedenti, consente di immaginare un modello di private equity più agile, pur richiedendo tutele contrattuali adeguate.

“Il recesso favorirebbe il reperimento di nuovi capitali. L’apertura offerta dalla Cassazione apre nuove prospettive per un private equity semplificato (ma con cautela)”, scrive l’Avv. Girino. “Se, per un verso, può rendere più attraente l’investimento da parte di terzi, l’inserzione del libero recesso dallo statuto deve, per altro verso, prevenire impieghi opportunistici. Le soluzioni sono molteplici e assicurabili grazie alla spiccata plasmabilità societaria. Prima di invocare modelli societari esterofili, sarebbe opportuno valutare cosa il nostro ordinamento già permette. Qui e adesso”.

L’Avv. Girino sottolinea le cautele proposte dalla Corte, tra cui un termine di preavviso (sei mesi/un anno), una durata minima prima dell’esercizio del diritto (tre-cinque anni) e, attraverso patti parasociali, criteri legati alla buona fede, alla crescita di valore o a target fissati da terzi. Il nuovo recesso libero non va dunque interpretato come fuga rapida, ma come forma di investimento strutturato nel tempo.

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I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.