Il Tribunale di Milano districa gli ultimi nodi sul leasing

Il tasso leasing è uno strumento di trasparenza e l’eventuale violazione del contratto deve avere come rimedio solo il risarcimento, non il ricalcolo dell’intero piano al tasso BOT. Questa tesi, sostenuta dai partner del nostro Studio Emilio Girino, Franco Estrangeros e Roberto Pavia, è stata accolta dal Tribunale di Milano con la sentenza 2008/2021.

Il Tribunale di Milano ha fatto chiarezza su molte questioni relative ai contratti di leasing, accogliendo le tesi offerte dal nostro Studio. La sentenza 2008/2021 prende posizione su aspetti troppe volte messi in discussione e dà ragione alla linea sostenuta dai partner del nostro Studio, gli Avvocati Emilio Girino, Franco Estrangeros e Roberto Pavia.

“Il concetto di tasso leasing è chiaro e ben definito dalle istruzioni di Trasparenza di Bankitalia”, illustra l’Avv. Pavia. “Al contrario, prolifera tuttora l’incertezza sulla sua funzione e sulle conseguenze in ordine alle violazioni da parte di intermediari (difformità o mancata indicazione): alcune sentenze assimilano il tasso leasing ad un tasso di interesse a tutti gli effetti, la cui imprecisa indicazione comporterebbe il ricalcolo dell’intero piano al tasso BOT; altre lo ritengono uno strumento di trasparenza, per cui il rimedio sarebbe solo quello risarcitorio. In tutto ciò si innesta questa sentenza del Tribunale di Milano, che ricostruisce attentamente il parametro alla luce del funzionamento del contratto di leasing e accoglie la linea proposta dallo Studio, che abbraccia la tesi del tasso leasing come strumento di trasparenza”.

Il Giudice ha concluso che il tasso leasing è rilevante solo ai fini della trasparenza del contratto e non anche ai fini della struttura del rapporto (sentenza) in caso di difformità o mancata indicazione del tasso leasing, non potrà essere applicato l’articolo 117 TUB, che prevede la sostituzione con il tasso BOT (sentenza).
Se richiesto, l’unico rimedio potrà essere invece quello risarcitorio.

Rifuggendo la tesi dell’obbligatorietà dell’indicazione del tasso corrispettivo nei contratti di leasing, il Tribunale ha anzitutto riaffermato il principio per cui l’omessa indicazione di questo dato non assume alcuna valenza giuridica. Per rendere edotto il cliente dell’impegno economico da affrontare e del costo dell’operazione, è necessario e sufficiente indicare il corrispettivo della locazione, il corrispettivo versato dalla concedente al fornitore del bene ed, eventualmente, il parametro di indicizzazione (sentenza).

La sentenza è inoltre ricca di spunti interessanti anche in tema di usura. Il Tribunale ha osservato che il tasso effettivo di mora (T.E.M.O.) non riveste alcuna dignità giuridica (sentenza) in quanto è costruito sulla base di ipotesi che esulano del tutto dal reale andamento del rapporto.

Sempre in relazione all’usura, il Giudice ha concluso che la penale per anticipata estinzione del contratto non può essere considerata spesa connessa all’erogazione del credito (sentenza) quindi non può essere ritenuta rilevante ai fini della valutazione di conformità al tasso soglia.