PRIVATE CREDIT: TRASPARENZA E PRUDENZA PER SOSTENERE LA CRESCITA DELLE IMPRESE

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Il recente ricorso ai gates da parte di alcuni importanti fondi di private credit statunitensi, chiamati a limitare le richieste di rimborso degli investitori, ha riacceso il dibattito sulle opportunità e sui rischi degli strumenti di finanziamento alternativi al credito bancario.

Nato per convogliare capitali privati verso imprese non quotate, il private credit rappresenta oggi un canale sempre più rilevante per il sostegno alle piccole e medie imprese, destinato a crescere anche in Europa grazie alla riforma degli Eltif 2.0, che amplia l’accesso degli investitori retail a questa tipologia di strumenti.

Nella rubrica “Considerazioni Inattuali” su Milano Finanza, Emilio Girino analizza le cause delle recenti tensioni registrate sul mercato americano e le prospettive del settore europeo. L’Autore osserva come il private credit costituisca un efficace strumento di inclusione creditizia per imprese che difficilmente accedono ai finanziamenti bancari, ma al contempo evidenzia le criticità derivanti dalla natura illiquida degli investimenti, dal possibile disallineamento tra le aspettative degli investitori e i risultati delle imprese finanziate e dalla complessità di valutazione degli asset sottostanti. In questo quadro, l’estensione del mercato ai risparmiatori privati rende ancora più rilevante il tema della corretta informazione e della consapevolezza dei rischi.

“Gridare alla bolla o scatenare euforie sarebbe egualmente errato: il private credit genera strumenti illiquidi, la cui struttura spesso è semichiusa (finestre di liquidità a scadenze distanziate nel tempo e prenotazioni di riscatto fino a 12 mesi) e la cui valutazione è complessa proprio perché gli asset non corrispondono a imprese quotate”, spiega l’Avv. Girino. “Il private credit può essere una (non l’unica) cinghia di trasmissione di parte del risparmio privato allo sviluppo imprenditoriale, ma va azionata con cautela; richiede uno sforzo di trasparenza accresciuto, per il gestore un onere aggiuntivo che pagherà nel tempo. Nel duplice senso del termine, il capitale paziente non deve solo aspettare, deve anche essere curato.”

L’analisi dell’Autore si sofferma altresì sulle condizioni necessarie affinché questo mercato possa svilupparsi in modo equilibrato. Da un lato viene valorizzato il ruolo del consulente finanziario, chiamato a rappresentare con attenzione vantaggi e criticità dello strumento e a calibrarne prudentemente il peso nei portafogli dei piccoli investitori, ma dall’altro resta necessario affiancare alla comunicazione del net asset value una valutazione più articolata delle esposizioni creditizie, così da evitare sia disinteressati immobilismi sia irrazionali corse ai riscatti.

La versione integrale dell’articolo è consultabile cliccando qui.
Nella sezione Sala Stampa del nostro Sito è possibile consultare l’intero archivio delle puntate di “Considerazioni Inattuali” su Milano Finanza, dal 2009 a oggi.

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I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.