DAL TRIBUNALE DI ROMA UNA DECISIVA PRECISAZIONE SULLE FIDEIUSSIONI SPECIFICHE

Con sentenza dello scorso 5 dicembre, il Tribunale di Roma accoglie la linea dello Studio, con rilevanti conseguenze in materia. La presenza di modelli di fideiussioni specifiche assimilabili fra vari Istituti di credito non costituisce prova di un’intesa vietata dalle regole sulla concorrenza.

La natura delle fideiussioni specifiche fa sì che il loro contenuto si differenzi dallo schema predisposto dall’ABI, di cui Bankitalia (Provvedimento 55/2005) aveva ritenuto che tre articoli si ponessero in contrasto con le regole sulla concorrenza: le fideiussioni specifiche, infatti, non vengono rilasciate a garanzia di obbligazioni future ma in relazione agli obblighi che derivano da contratti di mutuo individuati. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, con sentenza del 5 dicembre 2023, ottenuta dagli Avvocati Emilio Girino, Roberto Pavia, e Leonardo Gregoroni.

La pronuncia è di enorme rilevanza per gli intermediari. Da un lato, infatti, consolida gli orientamenti già espressi dalla Suprema Corte, che due anni fa (Sentenza 41944 del 30 dicembre 2021) aveva preferito alla nullità totale della fideiussione la via della nullità parziale. Dall’altro lato, il Tribunale di Roma precisa che, riguardo alle fideiussioni specifiche, l’esistenza di schemi contrattuali simili a quelli individuati dal Provvedimento di Bankitalia non è sufficiente a provare la pretesa intesa vietata.

“Ne deriva che, in tali casi, è onere dell’attore fornire prova dell’eventuale intesa illecita fra Istituti di credito, la cui esistenza viene presupposta sulla base dell’adozione di uno schema uniforme di fideiussione”, spiegano gli Avv.ti Girino, Pavia, e Gregoroni. “Questa prova, tuttavia, non è stata ritenuta assolta con la produzione di schemi contrattuali adottati da altre Banche: la presenza di un’intesa vietata non può trarsi esclusivamente dal fatto che diversi Istituti di credito facciano uso di modelli assimilabili”.

Alla precedente Sentenza in materia della Corte di Cassazione aveva dedicato un approfondimento l’Avv. Roberto Pavia sul quotidiano Milano Finanza.

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