PERCHÉ L’INDICIZZAZIONE AL CAMBIO NON COSTITUISCE UN DERIVATO IMPLICITO

Parte della giurisprudenza corrente qualificava come derivati, da sottoporre alla trasparenza finanziaria, le clausole di indicizzazione al cambio inserite nei contratti di mutuo e locazione finanziaria. La miglior dottrina sosteneva invece che si trattasse di un mero accessorio del credito, la cui operatività fosse destinata a venir meno in caso di cessazione del contratto principale.

Lo scorso 22 febbraio (sentenza n. 4579) la Corte di Cassazione ha dato ragione alla seconda ipotesi: l’indicizzazione al cambio è un mero tecnicismo del contratto di credito, un puro meccanismo di adeguamento della prestazione pecuniaria dovuta al cliente. Viene così colto l’equivoco di fondo di chi qualificava le clausole di indicizzazione al cambio come derivati: confondere la differenzialità finanziaria con quella derivativa.

Leonardo Gregoroni illustra le ragioni della sentenza della Cassazione e le sue conseguenze sul mercato nella rubrica “I ferri del mestiere”, su Milano Finanza.

“La qualificazione giuridica delle clausole di indicizzazione al cambio è una vexata quaestio su cui si è acceso un aspro dibattito”, spiega l’Avv. Gregoroni. “La sentenza della Cassazione esclude la natura di contratto derivato delle clausole di indicizzazione al cambio. Soprattutto, evidenzia come l’analogia del meccanismo dei flussi economici con i domestic currency swap (la cosiddetta differenzialità finanziaria) di per sé non consente di assimilarle a uno strumento derivato, non integrando il medesimo oggetto e la funzione economica della prestazione”.

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Il nostro Sito ha dedicato alla sentenza n. 4579 del 22 febbraio 2021 della Cassazione una specifica news; lo Studio aveva inoltre trattato questo tema già nel 2016, in uno scritto di Emilio Girino intitolato I derivati “impliciti”: vizi e virtù della scomposizione, reperibile nell’archivio di IusImpresa. Sul nostro Sito è infine possibile consultare l’intera raccolta della rubrica “Ferri del mestiere” dal 2010 a oggi.

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.