DESTOCKING E CARTOLARIZZAZIONI: IL MAGAZZINO SI FA LIQUIDO

La nuova disciplina introdotta dalla legge annuale sulle pmi emanata l’11 marzo 2026 amplia gli strumenti di finanziamento alternativi a disposizione delle imprese, consentendo di trasformare le scorte di magazzino in liquidità immediata attraverso operazioni di cartolarizzazione.
Il cosiddetto destocking permette infatti di valorizzare come asset finanziari materie prime, semilavorati e prodotti finiti, con effetti che si possono presumere altamente significativi, tanto sulla gestione della liquidità, quanto sull’organizzazione delle attività produttive.
Nella rubrica “Ferri del mestiere” su Milano Finanza, Franco Estrangeros analizza le principali novità introdotte da questa modifica alla legge 130/1999, soffermandosi sul funzionamento operativo dello schema e sulle sue ricadute per le imprese. L’Autore evidenzia in particolare come il legislatore abbia favorito modelli collettivi multi-originator, destinati a rendere lo strumento accessibile anche a pmi di dimensioni ridotte, senza compromettere l’autonomia gestionale dei singoli operatori.
“Sono molteplici gli operatori che potrebbero beneficiare di un destocking: non solo le divisioni di finanza strutturata dei principali gruppi bancari italiani, le società di consulenza finanziaria, le sgr e i fondi di private debt, ma anche operatori di logistica integrata”, illustra l’Avv. Estrangeros. “È altresì prevedibile che piattaforme fintech evolute, in collaborazione con gli operatori sopra menzionati, propongano a pmi l’attivazione di servizi che contemplino la partecipazione a operazioni di tale natura, anche in forma collettiva, occupandosi di gestire il servizio di monitoraggio e controllo dei magazzini delle imprese partecipanti. Si tratta dunque, per le imprese, di cogliere una nuova opportunità di natura finanziaria ma anche operativa.”
L’Avv. Estrangeros spiega altresì che il funzionamento del destocking si fonda sulla possibilità di utilizzare il magazzino come asset immediatamente monetizzabile, sulla cui base lo special purpose vehicle riconosce liquidità all’impresa sotto forma di finanziamento. A garanzia dell’operazione vengono poi ceduti allo spv i crediti futuri generati dall’attività produttiva collegata all’utilizzo delle scorte, mentre la segregazione patrimoniale prevista dalla disciplina si estende non soltanto ai ricavi derivanti dalla trasformazione del magazzino, ma al magazzino stesso, rafforzando così la tutela dei finanziatori e la protezione dell’impresa rispetto a possibili azioni di terzi.
La versione integrale dell’articolo è consultabile cliccando qui [inserire il link allo specifico pdf nella sezione Sala Stampa]. Sul nostro Sito è altresì disponibile la raccolta completa della rubrica “Ferri del mestiere” dal 2010 a oggi.
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