2025, L’ANNO DELL’AI? ECCO I RISCHI SOTTOVALUTATI

La pubblicazione dell’abituale consuntivo di fine anno di Emilio Girino su Milano Finanza – testata che ogni mese ospita la sua rubrica Considerazioni inattuali – torna sul dibattito sull’intelligenza artificiale, tema dominante di questi mesi. L’Avv. Girino si interroga sui benefici e sui rischi di un mondo sempre più dominato da sistemi algoritmici avanzati, con un focus particolare sull’AI Act, il regolamento europeo destinato a segnare il prossimo futuro tecnologico.
L’Autore prende spunto dal celebre film Matrix per descrivere la scelta che l’umanità si trova oggi ad affrontare: abbracciare le promesse dell’intelligenza artificiale o contrastarne le derive potenzialmente pericolose. Una questione tutt’altro che teorica, visto il ritmo accelerato con cui l’AI sta trasformando società ed economie.
“Le grandi aziende tecnologiche decantano le capacità dell’intelligenza artificiale nel migliorare i processi aziendali”, scrive l’Avv. Girino. “Dal marketing alla gestione dei dati, dalla cybersecurity all’analisi previsionale, le applicazioni pratiche sono già una realtà”. Al proposito, cita il Rapporto dell’Associazione per la Ricerca e l’Innovazione, che sfata il timore di una distruzione massiccia di posti di lavoro: “Nuove figure professionali stanno emergendo. Si parla di AI ethicist, manager di infrastrutture IT, privacy engineer. Tuttavia, solo un italiano su due possiede le competenze necessarie per ricoprire questi ruoli”.
Non mancano, tuttavia, le criticità. “Il consumo energetico dell’intelligenza artificiale è fuori scala”, osserva l’Avv Girino. “Una semplice query a un chatbot come ChatGPT consuma fino a 20 volte più energia rispetto a una normale ricerca su Google. Entro il 2050, l’AI potrebbe assorbire la metà dell’energia attualmente disponibile. Da dove la ricaveremo?”. Altri rischi riguardano le disuguaglianze sociali. Erik Brynjolffson dello Stanford Digital Economy Lab, ricorda l’Autore, avverte che “l’AI genera valore, ma rafforza le diseguaglianze di genere, etnia e salute. Se i dati segnalano come meno efficienti determinate categorie, il rischio è che vengano penalizzate sul lavoro”.
Cosa cambierà con l’AI Act, ovvero il Regolamento 2024/1689 che entrerà in vigore il prossimo 2 febbraio? “Il regolamento europeo mira a vietare l’utilizzo di tecniche subliminali che possano manipolare gli individui”, spiega l’Avv. Girino. “Vieta anche il riconoscimento facciale in spazi pubblici e la categorizzazione biometrica basata su etnia, orientamento sessuale o opinioni politiche”. Tuttavia, l’Autore ne evidenzia tre limiti significativi: “Il primo riguarda i tempi lunghi per la piena implementazione. In tre anni, l’intelligenza artificiale potrebbe evolvere tanto da eludere le norme. Il secondo limite è l’assenza di strumenti specifici per contrastare i rischi. Il terzo e più grave è la discutibile volontà da parte degli individui di opporsi all’invasività tecnologica”.
L’articolo si chiude con un’amara riflessione tratta dalle parole del villain del film No Time to Die: “Ci raccontiamo bugie sul libero arbitrio e sull’indipendenza, ma non le vogliamo davvero. Vogliamo che ci dicano come vivere e come morire, senza accorgercene”.
La versione integrale dell’articolo dell’Avv. Girino può essere letta cliccando qui. Nella Sala Stampa del nostro Sito è possibile consultare l’intero archivio delle puntate di Considerazioni inattuali su Milano Finanza, dal 2009 a oggi.
