Nuove regole Sic: se al posto della raccomandata arriva il pop-up

Certi animali lo fanno in primavera, certe norme prediligono l’inizio autunno. Cambia pelle il Codice di Condotta per i sistemi informativi creditizi (Sic) gestiti da soggetti privati. Lo scorso 12 settembre il Garante Privacy ha approvato il nuovo Codice Gdpr compliant.

Qualche doveroso snellimento ma anche qualche insidia nascosta. Tre in particolare.
Prima nota è l’apertura delle Sic, oltre che ai soggetti che svolgono un’attività regolamentata dalla Banca d’Italia (banche o intermediari finanziari) volta alla concessione del credito, anche ai soggetti privati che concedono semplici dilazioni del prezzo di beni o servizi (soggetti che non concorrono al mercato del credito). Non è loro consentita la semplice consultazione (che alcuni Sic già in precedenza concedevano), perché, ora investiti dello status di «partecipante» al sistema, tali soggetti (non vigilati dalla Banca d’Italia) sono a tutti gli effetti autorizzati anche al conferimento dei dati. In definitiva, da un lato si allargano gli utenti delle Sic e, dall’altro, si amplia il loro mercato.

Tradotto: anche solo la dilazione del prezzo di un bene o di un servizio, riconosciuta da un venditore di cucine o di miracolosi congegni di snellimento, potrebbe determinare l’iscrizione in un Sic. Seconda nota: il superamento del «consenso esplicito» al quale, nel vigore del Codice Privacy ante Gdpr, era subordinato l’accesso alle Sic. Ora la base giuridica che ne legittima l’accesso è il «legittimo interesse dei partecipanti», ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. f) Gdpr. Fra le molteplici carte che quel fornitore consegnerà ci sarà anche l’informativa privacy nella quale si preciserà che, in forza del «legittimo interesse», il nominativo potrà essere scrutinato e segnalato nei Sic.

Molto probabilmente ben pochi avranno tempo e modo di prestare attenzione a quell’avviso, anche perché, nonostante la rilevanza dell’informazione, nessuna firma per prestazione del consenso sarà richiesta. Terza nota: è stato confermato, come necessario, il preavviso all’interessato, in caso di ritardo del pagamento, prima della sua iscrizione nel Sic come cattivo pagatore: preavviso che, per quanto ne dicano a sproposito taluni (Autorità comprese) non è una vessatoria minaccia al debitore bensì un obbligo a suo vantaggio.
Tuttavia, in luogo della classica raccomandata a/r di cui l’Abf ha più volte riscontrato l’assenza, vengono ora ammessi strumenti di comunicazione alternativi, quali vettori privati che certifichino la consegna, aree web riservate (home banking) o app che consentono la comunicazione riservata tra impresa e cliente (a titolo esemplificativo, MyGenerali, MyFastweb, MyDlink e più in generale tutte le App con denominazione preceduta da «My»).

Quindi, in caso di semplice dimenticanza di due pagamenti, il sollecito con preavviso di iscrizione, presupposto della segnalazione nei Sic, potrebbe comparire con un pop-up sul telefono, sempre che sia acceso e che non si sia scambiato quel pop-up per uno dei tanti sms promozionali che giornalmente intasano i nostri smartphone e non si sia quindi istintivamente cliccato il tasto «delete». A seguito del beneplacito del Garante, gli operatori si sono impegnati ad applicarlo sin da subito (senza attendere i tempi legali). E c’è da capirli: chi mai si sarebbe atteso una tal manna? All’ovvio consiglio di, almeno una volta la settimana, aprire tutte le applicazioni scaricate s’aggiunge un’amara constatazione. Come un colosso dai piedi argillosi, il portentoso (e costosissimo) apparato del Gdpr, di cui il Codice è figlio legittimo, dietro la parvenza d’una corroborata tutela, cede il passo al sovranismo tecnologico e all’interesse legittimo. Quello altrui. D’accordo, ma allora perché questa farsesca kermesse? Riflettiamoci: forse quell’interesse legittimo apre anche qualche viottolo di legittima difesa…

Avv. Franco Estrangeros
Avv. Roberto Pavia

Scarica articolo in PDF

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.