Il private credit è una cinghia di trasmissione da usare con cautela

L’allarme ulula fra marzo e maggio: blasonati operatori che alzano i gates (soglie di blocco dal 5 a 7% del valore complessivo) contro richieste di rimborso avanzate su fondi di private credit americani, incapaci di farvi fronte se non svendendo il portafoglio. Private credit è locuzione ampia che include molte soluzioni di finanziamento alternative al canale bancario, ma oggi identifica primariamente fondi specialisti nel raccogliere denaro sul mercato per erogare credito ad aziende non quotate (direttamente o acquistando crediti). Un canale che mira a farsi vettore di ricchezza privata a Pmi che non seducono i banchieri (del resto, l’indagine Bce sul primo trimestre 2026 rivela che il 10% delle banche dell’eurozona ha irrigidito i parametri di erogazione alle imprese). Il congegno non è diabolico: anzi, è un metodo di inclusione creditizia per imprese promettenti.
Perché questo panico improvviso? Il private credit è capitale paziente: promette rendite allettanti a patto che si sappia attendere. L’allarme deriva da tre fattori, due strutturali, uno contingente. Primo: il private credit non s’indebita verso banche ma direttamente sugli investitori invitandoli alla scommessa.
Secondo: v’è un disallineamento inevitabile, più o meno marcato, fra le attese di chi investe e i risultati delle imprese beneficiarie. Non è detto che queste rendano nel medio periodo, quindi riscattare l’investimento potrebbe essere alquanto deludente. Terzo fattore contingente: negli Usa il private credit ammonta a circa 2000 miliardi di dollari ma i crediti a Pmi del software, privilegiate nelle erogazioni, sono a messi a rischio dalla dirompente crescita dell’IA, destinata a magramente pensionarle. Il quadro geopolitico e geoeconomico peggiora le cose. Da qui l’allarme recente che spinge al riscatto e fa alzare i cancelli di blocco.
In Europa le cifre sono molto inferiori (100 miliardi secondo le stime di Esma, Eba e Eiopa, meno di 7 miliardi in Italia stando all’ultimo report di Aifi sul 2025) ma sono destinate ad aumentare, soprattutto per effetto della riforma dei fondi europei a lungo termine (Eltif 2.0), che ha eliminato le soglie minime di ingresso e la percentuale massima detenibile dall’investitore retail (prima 10% per patrimoni inferiori ai 500 mila euro) e raddoppiato (dal 10 al 20%) il limite di concentrazione delle erogazioni ad uno stesso prenditore. Scopo evidente è attrarre non solo l’investitore istituzionale ma anche il risparmio privato, quello unitariamente piccolo ma complessivamente enorme. Gridare alla bolla o scatenare euforie sarebbe egualmente errato. Il private credit genera strumenti illiquidi, la cui struttura spesso è semichiusa (finestre di liquidità a scadenze distanziate nel tempo e prenotazioni di riscatto fino a 12 mesi) e la cui valutazione è complessa proprio perché gli asset non corrispondono a imprese quotate.
Nei fatti uno strumento a rischio elevato anche se decorrelato dai volubili andamenti borsistici. Due le linee d’azione. Prima: il ruolo delconsulente finanziario che deve saper attentamente rappresentare i pro e i contro ma soprattutto dosare molto prudentemente la quota di private credit da inserire nel portafoglio del piccolo investitore. La seconda linea riguarda il metodo di comunicazione del valore. L’investitore non dovrebbe ricevere solo la mera quotazione del net asset value (sommatoria algebrica fra valore reale di prestiti, liquidità e costi gestionali) bensì una realistica, attenta e ragionata valutazione delle esposizioni creditizie in modo tale da prevenire tanto disinteressati immobilismi quanto irrazionali corse al riscatto. Il private credit può essere una (non l’unica) cinghia di trasmissione di parte del risparmio privato allo sviluppo imprenditoriale, ma va azionata con cautela. Richiede uno sforzo di trasparenza accresciuto, per il gestore un onere aggiuntivo che pagherà nel tempo. Nel duplice senso del termine, il capitale paziente non deve solo aspettare, deve anche essere curato. (riproduzione riservata)
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Emilio Girino
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