Salone del Mobile, le nuove regole europee per il design

Con «Il Salone del Mobile» di Milano alle porte è facile ricordarsi che il design è un fiore all’occhiello del Made in Italy. Sono molte le filiere produttive che vi si dedicano: dall’arredamento alla moda fino all’industria del packaging e dei materiali. Senza dimenticare il mondo digitale, ove le grafiche e le animazioni hanno un rilievo economico determinante, specie per l’industria dell’internet of things (Iot). Il design è legato a due fattori competitivi – innovazione ed estetica – che richiedono adeguata protezione.

Il legislatore europeo, con il cosiddetto Design Package, ha già provveduto a modernizzare e rafforzare la tutela. La direttiva Ue 2024/2823 dovrà essere attuata in Italia entro il 9 dicembre 2027 e il regolamento 2026/715 sarà in vigore dal 1° luglio 2026. In Italia intanto è appena entrata in vigore (9 aprile) la legge delega per il recepimento e l’adeguamento della disciplina nazionale. Tra le novità più rilevanti vi è l’ampliamento delle definizioni di design e di prodotto, le quali ricomprenderanno ora anche forme virtuali.

La nuova definizione di design include espressamente movimenti, transizioni e animazioni. La forma non è quindi più tutelata solo in una dimensione statica e fisica ma anche nei suoi aspetti dinamici e digitali. La nozione di «prodotto proteggibile» viene estesa fino a includere interfacce grafiche utente, loghi, opere e motivi decorativi di superfici, assortimenti di articoli, nonché la disposizione nello spazio di oggetti volti a creare ambienti interni o esterni. In passato, si era molto discusso nelle aule giudiziarie se anche gli allestimenti di negozi potessero essere tutelati come opere d’architettura o addirittura come marchi di forma. A seguito di un lungo contenzioso, ad esempio, nel 2014 la Corte di Giustizia Ue aveva affermato la tutelabilità come marchio tridimensionale del caratteristico allestimento degli Apple Store (sentenza C-421/13). Oggi sarà decisamente più agevole ottenere registrazioni di modelli per opere di interior design.

Sarà anche più agevole tutelare elementi non materiali, come effetti o combinazioni di luci o il layout di un sito web. Al fine di garantire certezza ai terzi, il design dovrà però essere visibilmente illustrato nella domanda di registrazione. La riforma estende poi i diritti esclusivi del titolare, vietando anche atti funzionali alla stampa 3D, quali ad esempio la creazione, lo scaricamento, la copiatura, la condivisione di software o altri supporti su cui sia registrato il design. Si sposta così l’attenzione dal mondo reale a quello digitale: potranno essere implicati nella contraffazione non solo i produttori di modelli ma anche gli operatori che forniscono i mezzi tecnici per la riproduzione illecita. Per evitare monopoli ingiustificati e garantire la sostenibilità ambientale, la riforma introduce poi la cosiddetta clausola di riparazione che esclude la protezione per i design a forma vincolata, che sono componenti di prodotti complessi e sono necessari per ripristinare l’aspetto originale del prodotto (si tratta, nell’esempio più classico, del parafango di un’auto la cui forma è registrata come modello).

L’obiettivo è liberalizzare il mercato dei pezzi di ricambio e incentivare la riparazione dei prodotti. Infine, alcune novità volte a rendere la protezione più accessibile alle piccole e medie imprese, quali l’introduzione di una procedura amministrativa di nullità dei modelli presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, per ridurre il carico dei Tribunali e rendere la tutela più rapida. Le imprese potranno inoltre beneficiare della possibilità di depositare domande multiple per più modelli anche relativi a classi merceologiche diverse, con un notevole risparmio e sfruttare un nuovo strumento di marketing: la possibilità di apporre una lettera «D» cerchiata per i design registrati. Un simbolo che dovrebbe aumentare la consapevolezza del valore del design e scoraggiare contraffazioni. (riproduzione riservata)

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Laureata all’Università LUISS Guido Carli di Roma, è entrata a far parte dello Studio nel 2003, divenendo associata nel 2006. Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2006. Nell’ambito dello Studio si occupa prevalentemente di diritto industriale e concorrenza, operando a fianco del Prof. Gustavo Ghidini e dell’Avv. Marco Mergati.
Ha acquisito una particolare esperienza nel contenzioso, anche innanzi alle Autorità indipendenti e Giurì, in materia di proprietà industriale e intellettuale, concorrenza sleale, pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, diritto dei consumatori e disciplina del trattamento dei dati personali. Si occupa inoltre di contenzioso, anche nell’ambito di procedure arbitrali, in materia civile e commerciale.
Svolge consulenza nelle medesime aree di attività e si occupa della redazione di contratti (licenze, franchising, merchandising, sponsorizzazioni, accordi di riservatezza, contratti di ricerca e sviluppo, contratti di fornitura e di servizi, contratti di prestazioni artistiche).