CONTRATTI FINANZIARI ONLINE, NUOVE TUTELE TRA ALGORITMI E DESIGN DIGITALE

Si apre una nuova fase per i contratti stipulati a distanza con i consumatori, destinata a incidere in modo trasversale su servizi bancari, assicurativi e vendite online. Il decreto legislativo 209/2025, attuativo della direttiva 2023/2673, introduce infatti una disciplina riorganizzata che sostituisce la precedente normativa del Codice del Consumo e aggiorna le regole alla crescente sofisticazione delle tecnologie digitali.

La razionalizzazione non riduce le tutele esistenti, ma introduce obblighi informativi e di progettazione delle piattaforme che mirano a garantire maggiore trasparenza, soprattutto quando intervengono sistemi automatizzati di determinazione del prezzo o interfacce capaci di orientare le scelte degli utenti.

Nella rubrica “Ferri del mestiere” su Milano Finanza, Alessandro Cordaro analizza l’impatto delle nuove disposizioni, soffermandosi in particolare sugli obblighi di informazione precontrattuale e sulla necessità di assicurare un contatto umano accanto agli strumenti digitali. Tra i punti centrali emerge l’obbligo di dichiarare quando il prezzo del servizio sia personalizzato tramite processi decisionali automatizzati e di garantire, nella fase informativa, un canale che consenta al consumatore di interagire con un operatore in carne e ossa, segnale della crescente attenzione del legislatore verso l’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela effettiva dell’utente.

“Un ultimo rilievo merita il cosiddetto push button, legato all’esercizio del diritto di recesso”, spiega l’Avv. Cordaro. “Anche per i contratti finanziari stipulati a distanza mediante un’interfaccia online si prevede ora come obbligatorio l’inserimento di una funzione («per recedere clicca qui») che renda immediatamente e semplicemente disponibile, per tutta la durata del diritto di recesso, l’esercizio del medesimo”.

L’Autore evidenzia inoltre come la nuova disciplina attribuisca particolare rilievo al corretto design delle piattaforme digitali e alla vigilanza sulle modalità operative dei servizi online, anche alla luce delle sanzioni previste e del possibile inquadramento delle violazioni come pratiche commerciali scorrette. Ne deriva l’esigenza, per operatori finanziari e fornitori tecnologici, di intervenire tempestivamente sui sistemi informativi e sui contratti di servizio, così da assicurare conformità normativa e ridurre il rischio di contestazioni da parte delle autorità competenti.

Alla certificazione dei contratti digitali aveva già dedicato un’analisi Franco Estrangeros nella medesima rubrica.

La versione integrale dell’articolo è consultabile cliccando qui. Sul nostro Sito è altresì disponibile la raccolta completa della rubrica Ferri del mestiere dal 2010 a oggi.