AI GENERATIVA E FINTECH: OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO E NUOVE AREE DI RISCHIO

La crescente digitalizzazione dei servizi bancari e finanziari sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie degli intermediari, come confermato dai dati più recenti sull’evoluzione tecnologica del settore.

In questo quadro, l’intelligenza artificiale generativa emerge come uno dei principali driver di sviluppo, accanto a investimenti significativi destinati al miglioramento di processi, prodotti e servizi esistenti. L’analisi degli ultimi anni mostra una forte concentrazione delle risorse sul versante dell’automazione e della gestione delle interazioni con la clientela, mentre restano più contenuti, almeno per ora, i tassi di digitalizzazione contrattuale, soprattutto nei rapporti con le imprese.

Nella rubrica “Ferri del mestiere” su Milano Finanza, l’Avv. Leonardo Gregoroni commenta i risultati della quinta Indagine Fintech pubblicata da Banca d’Italia, che fotografa investimenti per circa un miliardo di euro nel biennio 2023-2024 e una proiezione sostanzialmente analoga per il periodo successivo. L’attenzione si concentra in particolare sull’uso dell’AI generativa, impiegata prevalentemente per la semplificazione dei flussi operativi e per la gestione dei rapporti con la clientela, anche in ambiti sensibili come l’antiriciclaggio e la prima trattazione di istanze e reclami.

“Emerge che nelle strategie digitali degli operatori l’AI viene utilizzata principalmente per la semplificazione dei flussi operativi (47,5%) e nelle relazioni con la clientela (28,5%)”, spiega l’Avv. Gregoroni, sottolineando come “allo stato, solo un terzo degli operatori ha dichiarato di aver apprestato una struttura di governance dell’AI, mentre altri hanno annunciato per il 2026 un censimento dei rischi connessi in conformità al Regolamento Ue 2024/1689”.

L’Autore si sofferma, inoltre, sui dati emersi in tema di implicazioni tra fintech e tutela della clientela, evidenziando i rischi di esclusione dei soggetti meno alfabetizzati dal punto di vista tecnologico e le criticità associate all’acquisizione del consenso e alle interazioni automatizzate. In quest’ottica, assume notevole rilievo, nella percezione degli operatori la previsione di strumenti di mitigazione, quali la disponibilità di canali tradizionali alternativi al fintech e la possibilità di ricorrere all’intervento di un assistente umano. L’Avv. Gregoroni sottolinea infine l’importanza di non sottovalutare il versante patologico: pur non emergendo dall’indagine una percezione di elevata correlazione tra nuove tecnologie e frodi, l’esperienza giudiziaria mostra come phishing, smishing e spoofing tendano a sfruttare proprio l’innovazione tecnologica, rendendo auspicabile un’attenta modellazione dei protocolli fintech e delle policy interne.

La versione integrale dell’articolo è consultabile cliccando qui. Sul nostro Sito è altresì disponibile la raccolta completa della rubrica Ferri del mestiere dal 2010 a oggi.

I Professionisti dello Studio Ghidini Girino e Associati sono chiamati quali relatori di convegni, rendono opinioni su problematiche giuridiche, economiche e finanziarie su primari quotidiani nazionali e su emittenti televisive specializzate.