Il caso Scott Morton può frenare Vestager alla Bei

Il caso Scott Morton può frenare Vestager alla Bei L’ accademica statunitense Fiona Scott Morton ha deciso di rinunciare all’incarico di capo economista nella Direzione generale Concorrenza alla Commissione europea.

Ad annunciare il passo indietro è stata la vicepresidente dell’esecutivo comunitario, Margrethe Vestager. La decisione dell’economista è maturata dopo il fuoco di fila, soprattutto da parte francese, che ha accompagnato la sua designazione. «Data la controversia politica che è sorta a causa della selezione di un non europeo per ricoprire questa posizione, e l’importanza che la Direzione generale abbia il pieno sostegno dell’Unione europea nella sua azione, ho deciso che la migliore linea d’azione è ritirarmi e non assumere la posizione di capo economista», ha scritto Scott Morton in una lettera indirizzata a Vestager. La presa di posizione più significativa contro Scott Morton è stata quella del presidente francese Emmanuel Macron:«Penso che gli europei debbano sviluppare competenze europee, avere autonomia strategica, dobbiamo avere autonomia di pensiero».

Al Parlamento europeo i presidenti dei gruppi dei Popolari, dei Socialisti, di Renew Europee dei Verdi avevano scritto alla Commissione sollecitando una revisione della decisione. Oltre alla nazionalità all’economista statunitense è stato contestato anche un possibile conflitto di interessi per le consulenze avute in passato con i colossi digitali Usa come Microsoft e Apple. Trascorsi professionali che, per gli estimatori di Scott Morton, potevano essere un vantaggio nell’incarico, portando nel proprio ruolo esperienza diretta del mondo Big Tech.Il passo indietro arriva nelle stesse ore in cui, secondo quanto riportato da indiscrezioni del Financial Times, la Commissione sta per aprire un dossier contro Microsoft relativo a una ipotetica posizione dominante legata a Teams.

La pressione mediatica è considerata una delle ragioni del passo di lato. Sia da parte di Scott Morton sia da parte della stessa Vestager, in piena corsa per la presidenza della Banca europea degli investimenti e la cui candidatura, per andare in porto, deve ricevere il benestare di un buon numero di cancellerie tra i 27Stati membri. Un ipotetico collegamento tra la possibile uscita anticipata di Vestager e l’arrivo, ora sfumato di Scott Morton, non è stato escluso dal professor Gustavo Ghidini, emerito dell’Università di Milano e senior professor della Luiss.

Secondo lo studioso «quel link può ravvisarsi in termini di continuità di policy rispetto all’ostilità a rimedi strutturali (scorpori, blocchi di acquisizioni e altri) nei confronti dei Big Tech. Va ricordato, prosegue Ghidini, che «una tale posizione -manifestata da Scott Morton in un articolo ospitato su un giornale americano- coincide con quella già apertamente sostenuta da Vestager». La rinuncia può essere letta come la vittoria di quanti paventavano che la nomina potesse trasferire in Europa la lotta anti-regolatoria portata avanti negli Usa. «Il chief economist, pur se molto autorevole, non canta degliassolo, bensì riporta al direttore generale ed è ascoltato se solleva questioni tecniche condivisibili», sottolinea Ghidini. «Inoltre i ‘casi’ sono costruiti ‘dal basso’ , da team istruttori generalmente molto qualificati.

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Fondatore e senior partner dello Studio, è Ordinario di diritto industriale nell’Università degli Studi di Milano e Docente di diritto industriale nell’Università LUISS Guido Carli di Roma, Direttore dell’Osservatorio di Proprietà Intellettuale, Concorrenza e Telecomunicazioni (LUISS), fondatore e condirettore dal 1993 della rivista Concorrenza e Mercato – Orientamenti dell’Autorità Garante, Condirettore della Rivista “Annali italiani del diritto d’autore, della cultura e dello spettacolo (AIDA)” Giuffrè, il Prof. Ghidini è autore e/o coautore di numerose monografie, opere codicistiche, articoli e saggi, da ultimo l’opera “Profili evolutivi del diritto industriale”, giunta alla sua seconda edizione e con prefazione di Giuliano Amato.